Sabato, 4 settembre 2010 

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Scheda. LE RELIGIONI IN CIFRE

Religione Adepti

Cristiani 1.999.563.838 33% Musulmani 1.188.242.789 19,6% Atei e non religiosi 918.248.462 15,2% Induisti 549.583.323 9,1% Seguaci delle religioni cinesi 384.806.732 6,4% Buddhisti 359.981.757 5,9% Seguaci delle religioni etniche 228.366.515 3,8% Seguaci delle nuove religioni 102.356.297 1,7% Sikh 23.258.412 0,4% Ebrei 14.434.039 0,2% Seguaci dello spiritismo 12.333.735 0,2% Altri 273.873.101 4,5 %

Totale 6.055.049.000 100,0%

Scheda. I CATTOLICI NEL MONDO

America Latina: 461.000.000 Europa: 286.000.000 Africa: 120.000.000 Asia: 110.000.000 Nord America: 71.000.000 Oceania: 8.000.000

Fonte: World Christian Encyclopedia
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Le Chiese evangeliche in Italia


Le Chiese evangeliche in Italia possono dividersi grosso modo in due gruppi: le cosiddette “Chiese storiche”, che risalgono al periodo della Riforma fino all’Ottocento e le più recenti Chiese dell’area “evangelical” o “evangelico-conservatrice”. In realtà la distinzione fra i due gruppi è piuttosto fluida. Da un lato, infatti, le Chiese storiche hanno subito influenze di teologie di tipo “risvegliato”; dall’altro, per molte Chiese di area “evangelical”, l’applicazione dell’aggettivo “conservatore” è quanto meno discutibile. Se le chiese storiche sono mediamente più aperte al movimento ecumenico, la realtà degli “evangelical” è quella di Chiese giovani, vive e in movimento; alcune di esse fanno parte della Federazione delle Chiese evangeliche italiane. (FCEI)

Diamo di seguito dati statistici sulle principali denominazioni, elencandole secondo la data della loro costituzione in Italia.

Valdesi
Luterani
Chiese Cristiane dei Fratelli
Metodisti
Battisti
Avventisti
Esercito della Salvezza
Pentecostali
Apostolici
Chiese di Cristo
Chiese e movimenti evangelici liberi
Chiese estere in Italia

 

30.000
7.000
20.000
5.000
10.000
20.000
200
200.000
3.500
3.000
20.000
100.000

Complessivamente la popolazione protestante in Italia può essere stimata tra 350 e 430.000.

 

Minoranze religiose tra i cittadini italiani



COSI’ IN ITALIA I SEGUACI DEL “PROFETA”

I DATI
Fonte: CARITAS

Immigrati musulmani 700.000 con un aumento di 104.000 rispetto all’anno precedente (36,5% del totale)
Le aree di provenienza sono in quest’ordine: Marocco, Albania, Tunisia, Senegal, Egitto, Algeria, Bangladesh, Somalia. I musulmani prevalgono sui cristiani, sempre tra gli stranieri, in 7 regioni italiane: Val D’Aosta (47,2%), Piemonte (47,0%), Emilia Romagna (48,4%), Puglia (50,1%), Basilicata (55,4%) Caloria (58%), Sicilia (45%).

I primi centri islamici sorsero in Italia circa 29 anni fa, attorno ad alcuni rifugiati politici mediorientali. A partire dagli anni ’80 questi centri incominciarono a diventare punti di riferimento naturali per i musulmani dell’immigrazione di massa dal Marocco, dall’Egitto e dalla Tunisia. La maggior parte di questi nuovi arrivati era però alla ricerca di luoghi dove poter esprimere una fede semplice fata di atti di culto e tradizioni, esigenze che misero i crisi i nuclei più antichi. Con l’aumento del numero di immigrati che frequentavano i centri crescevano anche le divisioni interne alla comunità, riproducendo spesso quelle dei paesi di provenienza.

Bipolarismo

L’inaugurazione della moschea di Roma nel 1995, ha evidenziato un bipolarismo: da una parte il gruppo romano della Lega musulmana mondiale, cui aderiscono i governi dei paesi di provenienza degli immigrati, con l’aggiunta dell’Arabia Saudita, il quale avoca a sé la tutela degli interessi dei musulmani in Italia; dall’altra i primi centri sorti perlopiù nel Nord e guidati tutt’oggi da “quel gruppo storico” che reclamano la propria autonomia da ogni controllo politico a distanza.
Di fronte alla posizione di forza dell’Islam diplomatico, molti dei centri locali hanno sentito l’esigenza di unirsi; è stata fondata l’Unione delle Comunità ed Organizzazioni islamiche, che oggi rappresenta realmente le comunità degli immigrati.
Nel 1998 è nato il Consiglio islamico d’Italia, nel quale il centro romano e l’Ucoii sono equamente rappresentati, con il compito di portare a termine l’iter dell’Intesa tra la comunità musulmana e il governo italiano.

 




CENSIMENTO ISTAT 2001.

GLI STRANIERI IN ITALIA SONO 1,3 MILIONI. QUASI META’ VIENE DALL’EUROPA DELL’EST

Fonte: Il Tirreno, 17 giugno 2004
Autore: Istat


Roma. Sono più di 1.300.000, quadruplicati in dieci anni, in maggioranza giovani, provengono soprattutto dall’Europa centro-orientale ma anche dal Nordafrica, vivono prevalentemente nelle città del Nord: è la fotografia degli stranieri residenti in Italia, fornita dall’Istat che ieri ha reso noti i dati definitivi del censimento 2001.

Popolazione in crescita. Gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono 1.334.889, quasi un milione in più rispetto (nel 1991 erano 356.159), e costituiscono il 2,3 % della popolazione residente in Italia. La maggior parte è nata all’estero: i nati in Italia sono solo 159.060. Quelli che hanno ottenuto la cittadinanza italiana per matrimonio, naturalizzazione e adozione, ammontano a 285.782 unità; di questi, i nati all’estero sono la maggioranza (270.868, pari al 94,8%).

Vivono soprattutto al Nord. Gli stranieri si concentrano nelle regioni dell’Italia settentrionale (il 61,8% rispetto al totale nazionale), dove l’incidenza percentuale sul totale dei residenti (il 3,2%) è più elevato rispetto alla media nazionale. Il 35,1% degli stranieri risiede nel Nord-Ovest. Nel Nord-Est vive il 26,7% e le percentuali più elevate si osservano in Veneto e in Emilia Romagna. Il 25% risiede nell’Italia Centrale (Roma, 38,8%). Nel Mezzogiorno, la percentuale è 13,2%.

Est europeo. Provengono dall’Europa più di 586 mila stranieri residenti. Il gruppo più consistente è quello dell’Europa centro-orientale (396 mila), con una forte prevalenza di albanesi e di rumeni. Sono più di 386 mila i cittadini provenienti dal continente africano (28,9% del totale), tra i quali i marocchini sono i più numerosi. Gli asiatici sono quasi 215 mila.

Stranieri più giovani degli italiani. La popolazione straniera ha un’età media di poco superiore ai 30 anni, contro un’età media di quella italiana più elevata (41,7 anni).

Equilibrio tra maschi e femmine. Sostanziale equilibrio tra maschi e femmine: 98 uomini ogni 100 donne, mentre nel ’91 era 112,3 uomini ogni 100 donne. Le straniere sono in tutto 674.195. Il 50,2% degli stranieri sono coniugati, il 44,9 5 è celibe o nubile.

Lavoro e famiglia. Il 46,6% sono in Italia per motivi di lavoro, il 36,5% per motivi familiari, il 3,15 per studio.

Aumentano le famiglie. Sono 1.306.999 gli stranieri che vivono in famiglia. Le famiglie con almeno una persona di cittadinanza non italiana sono 672 mila, pari al 3,1% del totale delle famiglie. Aumenta anche il numero di componenti stranieri per famiglia: nel 2001 sono il 60,1%. Le famiglie i cui componenti sono tutti stranieri sono 415.769. I nuclei familiari con almeno un componente straniero sono 439.578.

Quanti sono:
2001-1.334.889-2,3%
1991-365.159-0,6%
50,2% coniugati
44,9% celibe o nubile
Dove vivono:
32,9% in comuni con più 100.000 abitanti
Nord ovest 35,1%
Nord est 26,7%
Centro 25,0%
Sud e isole 13,2%
Veneto,Emilia Romagna Lazio perc. elevate
Da dove vengono:
Europa
586.000
Continente africano
386.000
Asia
215.000
Americhe
143.000

 

TERRITORIO DI LIVORNO (abitanti 155.986)

MOVIMENTO MIGRATORIO: dati Maschi Femmine

1997 **2.142 *1.991

1998 **2.183 *2.276

1999 **2.252 *2.496

2001 CENSIMENTO

2002 **2.132 *2.679

2003 **2.090 *2.988

2004 **2.151 *2.774


 

 

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