Scheda. LE RELIGIONI IN CIFRE
Religione Adepti
Cristiani 1.999.563.838 33% Musulmani 1.188.242.789 19,6% Atei e non
religiosi 918.248.462 15,2% Induisti 549.583.323 9,1% Seguaci delle
religioni cinesi 384.806.732 6,4% Buddhisti 359.981.757 5,9% Seguaci
delle religioni etniche 228.366.515 3,8% Seguaci delle nuove religioni
102.356.297 1,7% Sikh 23.258.412 0,4% Ebrei 14.434.039 0,2% Seguaci
dello spiritismo 12.333.735 0,2% Altri 273.873.101 4,5 %
Totale 6.055.049.000 100,0%
Scheda. I CATTOLICI NEL MONDO
America Latina: 461.000.000 Europa: 286.000.000 Africa: 120.000.000
Asia: 110.000.000 Nord America: 71.000.000 Oceania: 8.000.000
Fonte: World Christian Encyclopedia
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Le Chiese evangeliche in Italia
Le Chiese evangeliche in Italia possono dividersi grosso modo in due
gruppi: le cosiddette “Chiese storiche”, che risalgono al
periodo della Riforma fino all’Ottocento e le più recenti
Chiese dell’area “evangelical” o “evangelico-conservatrice”.
In realtà la distinzione fra i due gruppi è piuttosto
fluida. Da un lato, infatti, le Chiese storiche hanno subito influenze
di teologie di tipo “risvegliato”; dall’altro, per
molte Chiese di area “evangelical”, l’applicazione
dell’aggettivo “conservatore” è quanto meno
discutibile. Se le chiese storiche sono mediamente più aperte
al movimento ecumenico, la realtà degli “evangelical”
è quella di Chiese giovani, vive e in movimento; alcune di esse
fanno parte della Federazione delle Chiese evangeliche italiane. (FCEI)
Diamo di seguito dati statistici sulle principali denominazioni, elencandole
secondo la data della loro costituzione in Italia.
Valdesi
Luterani
Chiese Cristiane dei Fratelli
Metodisti
Battisti
Avventisti
Esercito della Salvezza
Pentecostali
Apostolici
Chiese di Cristo
Chiese e movimenti evangelici liberi
Chiese estere in Italia
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30.000
7.000
20.000
5.000 10.000
20.000 200
200.000 3.500 3.000 20.000 100.000
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Complessivamente la popolazione protestante in Italia può essere
stimata tra 350 e 430.000.
Minoranze religiose tra i cittadini
italiani

COSI’ IN ITALIA I SEGUACI DEL “PROFETA”
I DATI
Fonte: CARITAS
Immigrati musulmani 700.000 con un aumento di
104.000 rispetto all’anno precedente (36,5% del totale)
Le aree di provenienza sono in quest’ordine: Marocco, Albania,
Tunisia, Senegal, Egitto, Algeria, Bangladesh, Somalia. I musulmani
prevalgono sui cristiani, sempre tra gli stranieri, in 7 regioni
italiane: Val D’Aosta (47,2%), Piemonte (47,0%), Emilia
Romagna (48,4%), Puglia (50,1%), Basilicata (55,4%) Caloria (58%),
Sicilia (45%).
I primi centri islamici sorsero in Italia circa
29 anni fa, attorno ad alcuni rifugiati politici mediorientali.
A partire dagli anni ’80 questi centri incominciarono a
diventare punti di riferimento naturali per i musulmani dell’immigrazione
di massa dal Marocco, dall’Egitto e dalla Tunisia. La maggior
parte di questi nuovi arrivati era però alla ricerca di
luoghi dove poter esprimere una fede semplice fata di atti di
culto e tradizioni, esigenze che misero i crisi i nuclei più
antichi. Con l’aumento del numero di immigrati che frequentavano
i centri crescevano anche le divisioni interne alla comunità,
riproducendo spesso quelle dei paesi di provenienza.
Bipolarismo
L’inaugurazione della moschea di Roma nel
1995, ha evidenziato un bipolarismo: da una parte il gruppo romano
della Lega musulmana mondiale, cui aderiscono i governi dei paesi
di provenienza degli immigrati, con l’aggiunta dell’Arabia
Saudita, il quale avoca a sé la tutela degli interessi
dei musulmani in Italia; dall’altra i primi centri sorti
perlopiù nel Nord e guidati tutt’oggi da “quel
gruppo storico” che reclamano la propria autonomia da ogni
controllo politico a distanza.
Di fronte alla posizione di forza dell’Islam diplomatico,
molti dei centri locali hanno sentito l’esigenza di unirsi;
è stata fondata l’Unione delle Comunità ed
Organizzazioni islamiche, che oggi rappresenta realmente le comunità
degli immigrati.
Nel 1998 è nato il Consiglio islamico d’Italia, nel
quale il centro romano e l’Ucoii sono equamente rappresentati,
con il compito di portare a termine l’iter dell’Intesa
tra la comunità musulmana e il governo italiano.
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CENSIMENTO ISTAT 2001.
GLI STRANIERI IN ITALIA SONO 1,3
MILIONI. QUASI META’ VIENE DALL’EUROPA DELL’EST
Fonte: Il Tirreno, 17 giugno 2004
Autore: Istat
Roma. Sono più di 1.300.000, quadruplicati in dieci anni,
in maggioranza giovani, provengono soprattutto dall’Europa
centro-orientale ma anche dal Nordafrica, vivono prevalentemente
nelle città del Nord: è la fotografia degli stranieri
residenti in Italia, fornita dall’Istat che ieri ha reso
noti i dati definitivi del censimento 2001.
Popolazione in crescita. Gli stranieri regolarmente
residenti in Italia sono 1.334.889, quasi un milione in più
rispetto (nel 1991 erano 356.159), e costituiscono il 2,3 % della
popolazione residente in Italia. La maggior parte è nata
all’estero: i nati in Italia sono solo 159.060. Quelli che
hanno ottenuto la cittadinanza italiana per matrimonio, naturalizzazione
e adozione, ammontano a 285.782 unità; di questi, i nati
all’estero sono la maggioranza (270.868, pari al 94,8%).
Vivono soprattutto al Nord. Gli stranieri si concentrano nelle
regioni dell’Italia settentrionale (il 61,8% rispetto al
totale nazionale), dove l’incidenza percentuale sul totale
dei residenti (il 3,2%) è più elevato rispetto alla
media nazionale. Il 35,1% degli stranieri risiede nel Nord-Ovest.
Nel Nord-Est vive il 26,7% e le percentuali più elevate
si osservano in Veneto e in Emilia Romagna. Il 25% risiede nell’Italia
Centrale (Roma, 38,8%). Nel Mezzogiorno, la percentuale è
13,2%.
Est europeo. Provengono dall’Europa più
di 586 mila stranieri residenti. Il gruppo più consistente
è quello dell’Europa centro-orientale (396 mila),
con una forte prevalenza di albanesi e di rumeni. Sono più
di 386 mila i cittadini provenienti dal continente africano (28,9%
del totale), tra i quali i marocchini sono i più numerosi.
Gli asiatici sono quasi 215 mila.
Stranieri più giovani degli italiani.
La popolazione straniera ha un’età media di poco
superiore ai 30 anni, contro un’età media di quella
italiana più elevata (41,7 anni).
Equilibrio tra maschi e femmine. Sostanziale
equilibrio tra maschi e femmine: 98 uomini ogni 100 donne, mentre
nel ’91 era 112,3 uomini ogni 100 donne. Le straniere sono
in tutto 674.195. Il 50,2% degli stranieri sono coniugati, il
44,9 5 è celibe o nubile.
Lavoro e famiglia. Il 46,6% sono in Italia per
motivi di lavoro, il 36,5% per motivi familiari, il 3,15 per studio.
Aumentano le famiglie. Sono 1.306.999 gli stranieri
che vivono in famiglia. Le famiglie con almeno una persona di
cittadinanza non italiana sono 672 mila, pari al 3,1% del totale
delle famiglie. Aumenta anche il numero di componenti stranieri
per famiglia: nel 2001 sono il 60,1%. Le famiglie i cui componenti
sono tutti stranieri sono 415.769. I nuclei familiari con almeno
un componente straniero sono 439.578.
Quanti sono: |
2001-1.334.889-2,3% |
1991-365.159-0,6% |
50,2% coniugati |
44,9% celibe o nubile |
Dove vivono: |
32,9% in comuni con più 100.000
abitanti |
Nord ovest 35,1%
Nord est 26,7%
|
Centro 25,0%
Sud e isole 13,2%
|
Veneto,Emilia Romagna Lazio perc. elevate |
Da dove vengono:
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Europa |
586.000 |
Continente africano |
386.000 |
Asia |
215.000 |
Americhe |
143.000 |
TERRITORIO
DI LIVORNO (abitanti 155.986)
MOVIMENTO MIGRATORIO: dati Maschi Femmine
1997 **2.142 *1.991
1998 **2.183 *2.276
1999 **2.252 *2.496
2001 CENSIMENTO
2002 **2.132 *2.679
2003 **2.090 *2.988
2004 **2.151 *2.774
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