Venerdì, 10 settembre 2010 

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La parole del Papa
contro i profeti del
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La scelta di Dio

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L'articolo 270 bis e la sua interpretazione

Libertà religiosa

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Kosovo senza pace

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Giovanni Paolo II e la ricostruzione democratica dei Paesi dell’Est (.pdf)


Iraq, il mito del 30 giugno

Cour de Cassation sentenza 28 sett. 04

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Turchi un ponte tra Europa e Islam

Trattamento giuridico minoranaza Islamica in europa

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"Maria: grazia e speranza di Cristo"

La Rabbia di periferia non è musulmana

 


LIBERTA’ RELIGIOSA - I Diritti delle minoranze: l’Italia sotto accusa

fonte: Confronti, 3 marzo 2004
autore: Omar Viganò

Un rapporto del Dipartimento di Stato americano denuncia casi di violazione di diritti religiosi in tutto il mondo.


Il quinto Rapporto internazionale sulla libertà religiosa, curato dal Dipartimento di Stato americano e pubblicato il 18 dicembre 2003, ha posto sul banco degli imputati tre paesi europei: la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Ai primi due si imputano atteggiamenti discriminatori e in alcuni casi addirittura la limitazione di attività e organizzazioni religiose protestanti e musulmane, in particolare per quello che riguarda l’educazione pubblica e i servizi religiosi nelle carceri.
In merito all’Italia, il Rapporto sottolinea come la Costituzione ed il governo rispettino in generale il diritto alla libertà religiosa. Tuttavia benché in Italia non sia più religione di Stato, la Chiesa cattolica continua a mantenere alcuni privilegi, dovuti ad una tradizione storica, e dai quali le altre confessioni religiose sono escluse. Si sottolinea come l’influenza che la religione cattolica mantiene ancora nella società condiziona frequentemente i legislatori in materia di politica pubblica. Il Rapporto traccia un quadro sia dell’attuale situazione delle differenti presenze religiose sul territorio italiano, sia della storia dei legami tra Chiesa cattolica e Stato italiano, ricordando il Concordato del 1929 e la sua parziale revisione sotto il governo Craxi del 1984. Nonostante questo, la Chiesa cattolica ha continuato a scegliere da sé gli insegnanti, pagati dallo Stato, per l’ora di Insegnamento della religione cattolica (Irc): è vero, si legge nel Rapporto, che ogni studente può liberamente decidere se partecipare o meno all’Irc, ma il problema rimane, soprattutto nei piccoli centri dove il “controllo speciale” è più forte. Tra i casi di violazione della libertà religiosa, vengono indicati gli interventi del papa nella vita politica e sociale del paese: la visita nel novembre 2002 al Parlamento, in cui ha richiamato i deputati ai loro valori cristiani; le continue pressioni, da parte di popoli cattolici, affinché si includesse nella Costituzione europea il riconoscimento dell’eredità giudaico-cristiana; gli appelli volti a proibire la fecondazione eterologa ( ne è dimostrazione la legge sulla procreazione medica assistita approvata il mese scorso).
Alcuni episodi rimangono preoccupanti: l’arresto di estremisti islamici ha fatto pronunciare a qualche politico la generale incompatibilità dell’islam con i valori giudaico-cristiani; e la lega nord ha espresso forti perplessità sulla possibilità che i musulmani possano integrarsi nella società italiana senza abbandonare alcune pratiche come la poligamia, la tradizione familiare islamica, il ruolo delle donne nell’islam e la presunta incapacità di tenere separati religione e Stato.

 

 
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