LIBERTA’ RELIGIOSA - I Diritti delle
minoranze: l’Italia sotto accusa
fonte:
Confronti, 3 marzo 2004
autore: Omar Viganò
Un rapporto del Dipartimento di Stato americano
denuncia casi di violazione di diritti religiosi in tutto il mondo.
Il quinto Rapporto internazionale sulla libertà religiosa,
curato dal Dipartimento di Stato americano e pubblicato il 18
dicembre 2003, ha posto sul banco degli imputati tre paesi europei:
la Spagna, il Portogallo e l’Italia. Ai primi due si imputano
atteggiamenti discriminatori e in alcuni casi addirittura la limitazione
di attività e organizzazioni religiose protestanti e musulmane,
in particolare per quello che riguarda l’educazione pubblica
e i servizi religiosi nelle carceri.
In merito all’Italia, il Rapporto sottolinea come la Costituzione
ed il governo rispettino in generale il diritto alla libertà
religiosa. Tuttavia benché in Italia non sia più
religione di Stato, la Chiesa cattolica continua a mantenere alcuni
privilegi, dovuti ad una tradizione storica, e dai quali le altre
confessioni religiose sono escluse. Si sottolinea come l’influenza
che la religione cattolica mantiene ancora nella società
condiziona frequentemente i legislatori in materia di politica
pubblica. Il Rapporto traccia un quadro sia dell’attuale
situazione delle differenti presenze religiose sul territorio
italiano, sia della storia dei legami tra Chiesa cattolica e Stato
italiano, ricordando il Concordato del 1929 e la sua parziale
revisione sotto il governo Craxi del 1984. Nonostante questo,
la Chiesa cattolica ha continuato a scegliere da sé gli
insegnanti, pagati dallo Stato, per l’ora di Insegnamento
della religione cattolica (Irc): è vero, si legge nel Rapporto,
che ogni studente può liberamente decidere se partecipare
o meno all’Irc, ma il problema rimane, soprattutto nei piccoli
centri dove il “controllo speciale” è più
forte. Tra i casi di violazione della libertà religiosa,
vengono indicati gli interventi del papa nella vita politica e
sociale del paese: la visita nel novembre 2002 al Parlamento,
in cui ha richiamato i deputati ai loro valori cristiani; le continue
pressioni, da parte di popoli cattolici, affinché si includesse
nella Costituzione europea il riconoscimento dell’eredità
giudaico-cristiana; gli appelli volti a proibire la fecondazione
eterologa ( ne è dimostrazione la legge sulla procreazione
medica assistita approvata il mese scorso).
Alcuni episodi rimangono preoccupanti: l’arresto di estremisti
islamici ha fatto pronunciare a qualche politico la generale incompatibilità
dell’islam con i valori giudaico-cristiani; e la lega nord
ha espresso forti perplessità sulla possibilità
che i musulmani possano integrarsi nella società italiana
senza abbandonare alcune pratiche come la poligamia, la tradizione
familiare islamica, il ruolo delle donne nell’islam e la
presunta incapacità di tenere separati religione e Stato.