Livorno, è il momento del nuovo
fonte:
Europa Toscana, venerdì 9 dicembre 06
autore: Massimo Masiero
La società
diventa sempre più violenta e il vivere quotidiano fa crescere
la diffidenza verso gli altri, considerati diversi per colore
della pelle, abbigliamento, religione e cultura.
La conoscenza e la comprensione reciproche sono essenziali per
favorire il dialogo e la solidarietà. E le nuove religioni
sono portatrici di una dimensione stimolante, per cui l’impegno
Ecumenico deve svilupparsi nell’incontro, nell’ascolto
e nella collaborazione offrendo agli stranieri dignità
culturale valorizzando e comprendendo le loro differenti identità.
Sono queste le conclusioni del dibattito sulla ricerca riguardante
le nuove religioni a Livorno, che sotto le volte ottocentesche
della Bottega del Caffè, nel quartiere settecentesco della
Venezia, ha visto protagonisti esponenti di varie religioni che
hanno portato il loro contributo allo studio della dottoressa
Laura Petreccia, presidente della fondazione The Italian Child
of Achievement Awards, che svolge un’intensa attività
a favore dei giovani, e opera in stretto contatto con l’osservatorio
mondiale sulle nuove religioni “The Lighthouse of the Harbour”,
si è avvalsa anche della collaborazione dei cooperatori
paolini e dell’interessamento del vescovo emerito della
Diocesi Alberto Ablondi.
La presenza delle nuove confessioni è da
sempre parte integrante del tessuto cittadino perché Livorno,
ha sottolineato Guido Parigi, direttore di Europa Toscana e coordinatore
della conferenza, è sempre stata considerata ideale per
queste tematiche, plurietnica e aperta alle varie forme di religiosità.
Hanno portato le loro testimonianze il senegalese
Sangoulene Tall per la scuola di spiritualità Musulmana,
Lino Riccobono per l’istituto buddista italiano Soka Gakkai,
il pastore Michele Abiusi per la chiesa avventista del Settimo
Giorno, Roberto Caluri per la Chiesa di Cristo e Eugenio Presti
per l’Avis Comunale di Livorno. Moderatori Monica Cuzzocrea,
dei cooperatori paolini, e Massimo Masiero. La ricerca comprende
il periodo dal 1990 ad oggi. Nel 1990 la percentuale delle nuove
credenze religiose era dello 0,7 per cento, nel 2005 è
del 5,6 per cento della popolazione e circa 8mila 500 persone
hanno un nuovo credo in continua crescita.
Quali le cause?
Il fenomeno della secolarizzazione, della post-modernità
e delle migrazioni. L’aumento di musulmani, asiatici e appartenenti
ad altre comunità cristiane si protrae dal 1990 e sul territorio
sono presenti anche comunità peruviane e indiane d’America.
Si è assistito alla nascita di nuove denominazioni dal
ceppo delle grandi religioni storiche, alla costituzione di movimenti
sincretici che ricompongono credenze e pratiche di differenti
tradizioni religiose e filosofiche, all’aumento di persone
che credono senza appartenere (il cinquanta per cento della popolazione),
alla marcata erosione dei cattolici romani (sono il 36 per cento)
e al 4,5 per cento di chi si dichiara ateo.
Il monitoraggio indica nell’ordine i Testimoni
di Geova (2.500 adepti), la comunità islamica e le nuove
scuole di spiritualità (oltre 500), l’istituto buddista
della Soka Gakkai (circa 400), la chiesa dei Santi degli Ultimi
Giorni (300). Seguono i movimenti del potenziale umano, i neoinduisti,
il centro Oho, la chiesa evangelica pentecostale, il neo sciamanesimo,
la chiesa avventista del settimo giorno, i Baha’i, la chiesa
evangelica apostolica, la chiesa evangelica dei fratelli e altri
gruppi di varie denominazioni. L’occultismo è praticato
da 3mila e 500 persone.
Intanto si sta realizzando un progetto contro il disagio e la
dispersione scolastica in una scuola del Senegal (costo 2mila100
euro) da parte dell’osservatorio The Italian Child, presieduto
da Laura Petreccia, con il contributo di Comune e Provincia di
Livorno.
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