Lunedì, 6 febbraio 2012 

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Livorno, è il momento del nuovo

fonte: Europa Toscana, venerdì 9 dicembre 06
autore: Massimo Masiero

La società diventa sempre più violenta e il vivere quotidiano fa crescere la diffidenza verso gli altri, considerati diversi per colore della pelle, abbigliamento, religione e cultura.
La conoscenza e la comprensione reciproche sono essenziali per favorire il dialogo e la solidarietà. E le nuove religioni sono portatrici di una dimensione stimolante, per cui l’impegno Ecumenico deve svilupparsi nell’incontro, nell’ascolto e nella collaborazione offrendo agli stranieri dignità culturale valorizzando e comprendendo le loro differenti identità. Sono queste le conclusioni del dibattito sulla ricerca riguardante le nuove religioni a Livorno, che sotto le volte ottocentesche della Bottega del Caffè, nel quartiere settecentesco della Venezia, ha visto protagonisti esponenti di varie religioni che hanno portato il loro contributo allo studio della dottoressa Laura Petreccia, presidente della fondazione The Italian Child of Achievement Awards, che svolge un’intensa attività a favore dei giovani, e opera in stretto contatto con l’osservatorio mondiale sulle nuove religioni “The Lighthouse of the Harbour”, si è avvalsa anche della collaborazione dei cooperatori paolini e dell’interessamento del vescovo emerito della Diocesi Alberto Ablondi.

La presenza delle nuove confessioni è da sempre parte integrante del tessuto cittadino perché Livorno, ha sottolineato Guido Parigi, direttore di Europa Toscana e coordinatore della conferenza, è sempre stata considerata ideale per queste tematiche, plurietnica e aperta alle varie forme di religiosità.

Hanno portato le loro testimonianze il senegalese Sangoulene Tall per la scuola di spiritualità Musulmana, Lino Riccobono per l’istituto buddista italiano Soka Gakkai, il pastore Michele Abiusi per la chiesa avventista del Settimo Giorno, Roberto Caluri per la Chiesa di Cristo e Eugenio Presti per l’Avis Comunale di Livorno. Moderatori Monica Cuzzocrea, dei cooperatori paolini, e Massimo Masiero. La ricerca comprende il periodo dal 1990 ad oggi. Nel 1990 la percentuale delle nuove credenze religiose era dello 0,7 per cento, nel 2005 è del 5,6 per cento della popolazione e circa 8mila 500 persone hanno un nuovo credo in continua crescita.

Quali le cause?

Il fenomeno della secolarizzazione, della post-modernità e delle migrazioni. L’aumento di musulmani, asiatici e appartenenti ad altre comunità cristiane si protrae dal 1990 e sul territorio sono presenti anche comunità peruviane e indiane d’America. Si è assistito alla nascita di nuove denominazioni dal ceppo delle grandi religioni storiche, alla costituzione di movimenti sincretici che ricompongono credenze e pratiche di differenti tradizioni religiose e filosofiche, all’aumento di persone che credono senza appartenere (il cinquanta per cento della popolazione), alla marcata erosione dei cattolici romani (sono il 36 per cento) e al 4,5 per cento di chi si dichiara ateo.

Il monitoraggio indica nell’ordine i Testimoni di Geova (2.500 adepti), la comunità islamica e le nuove scuole di spiritualità (oltre 500), l’istituto buddista della Soka Gakkai (circa 400), la chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni (300). Seguono i movimenti del potenziale umano, i neoinduisti, il centro Oho, la chiesa evangelica pentecostale, il neo sciamanesimo, la chiesa avventista del settimo giorno, i Baha’i, la chiesa evangelica apostolica, la chiesa evangelica dei fratelli e altri gruppi di varie denominazioni. L’occultismo è praticato da 3mila e 500 persone.
Intanto si sta realizzando un progetto contro il disagio e la dispersione scolastica in una scuola del Senegal (costo 2mila100 euro) da parte dell’osservatorio The Italian Child, presieduto da Laura Petreccia, con il contributo di Comune e Provincia di Livorno.


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