Venerdì, 10 settembre 2010 

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Libertà religiosa e di coscienza

fonte: OLIR - Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose
autore: Antonio G. Chizzoniti

Il processo di trasformazione in senso multi-culturale e multi-religioso dell'Italia e dell'Europa occidentale, accelerato dall'intensificarsi dei movimenti migratori, è un processo di lunga durata, che lascerà tracce profonde e probabilmente permanenti nel nostro paese ed in quelli a noi più vicini.

Le dinamiche delle società occidentali del Terzo millennio propongono una nuova sfida: attrezzarsi culturalmente per governare nel modo migliore queste trasformazioni; "governo delle trasformazioni" che deve mirare all'integrazione delle nuove componenti della società europea (i "nuovi europei") nella tradizione culturale e giuridica del Vecchio Continente, evitando di pregiudicarne il nucleo centrale di valori. Ciò significa escludere sia un processo di pura e semplice assimilazione (che implica la negazione dell'identità dei nuovi europei) sia uno scenario piattamente multi-culturale (che sovente, ponendo tutte le culture sullo stesso piano, ne relativizza i contenuti).

Il tema dei diritti in questo processo di integrazione è centrale. E quelli attinenti alla libertà di coscienza e di religione (con la connessa questione della non discriminazione per questi motivi), sono i più direttamente coinvolti nel processo di trasformazione in corso in Italia ed in Europa. Diritti che se esprimono il loro maggiore momento di frizione con riferimento all'identità delle persone e dei gruppi di nuovo insediamento, non mancano di influenzare anche le posizioni giuridiche consolidate. Un ripensamento dei canoni di analisi dei temi cari allo studio delle libertà di coscienza e di religione pare perciò, più che opportuno, indispensabile.

In questo spazio, in certo qual modo collaterale e di completamento delle altre aree tematiche proposte, OLIR intende affrontare queste problematiche in chiave non solo scientifica ma anche operativa: affiancando lo studio dei “vecchi e nuovi problemi delle libertà di coscienza e di religione” con l'elaborazione di strumenti che possano dare un concreto contributo al "buon governo" del multiculturalismo.

 

 
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