Libertà religiosa e di coscienza
fonte:
OLIR - Osservatorio delle libertà ed istituzioni religiose
autore: Antonio G. Chizzoniti
Il processo di trasformazione in
senso multi-culturale e multi-religioso dell'Italia e dell'Europa
occidentale, accelerato dall'intensificarsi dei movimenti migratori,
è un processo di lunga durata, che lascerà tracce
profonde e probabilmente permanenti nel nostro paese ed in quelli
a noi più vicini.
Le dinamiche delle società
occidentali del Terzo millennio propongono una nuova sfida: attrezzarsi
culturalmente per governare nel modo migliore queste trasformazioni;
"governo delle trasformazioni" che deve mirare all'integrazione
delle nuove componenti della società europea (i "nuovi
europei") nella tradizione culturale e giuridica del Vecchio
Continente, evitando di pregiudicarne il nucleo centrale di valori.
Ciò significa escludere sia un processo di pura e semplice
assimilazione (che implica la negazione dell'identità dei
nuovi europei) sia uno scenario piattamente multi-culturale (che
sovente, ponendo tutte le culture sullo stesso piano, ne relativizza
i contenuti).
Il tema dei diritti in questo processo
di integrazione è centrale. E quelli attinenti alla libertà
di coscienza e di religione (con la connessa questione della non
discriminazione per questi motivi), sono i più direttamente
coinvolti nel processo di trasformazione in corso in Italia ed
in Europa. Diritti che se esprimono il loro maggiore momento di
frizione con riferimento all'identità delle persone e dei
gruppi di nuovo insediamento, non mancano di influenzare anche
le posizioni giuridiche consolidate. Un ripensamento dei canoni
di analisi dei temi cari allo studio delle libertà di coscienza
e di religione pare perciò, più che opportuno, indispensabile.
In questo spazio, in certo qual
modo collaterale e di completamento delle altre aree tematiche
proposte, OLIR intende affrontare queste problematiche in chiave
non solo scientifica ma anche operativa: affiancando lo studio
dei “vecchi e nuovi problemi delle libertà di coscienza
e di religione” con l'elaborazione di strumenti che possano
dare un concreto contributo al "buon governo" del multiculturalismo.