Un'altra sfida per la Chiesa
L’ Osservatorio
Nuove Religioni si racconta. A colloquio con Laura Petreccia Sette
e maghi, anche a Livorno numerosi casi.
fonte:
Toscana Oggi, 18/01/04
autore: Chiara Domenici
Pseudoreligioni,
movimenti ascetici di ispirazione orientale, gruppi di nuova spiritualità,
fedeli degli angeli, patiti del paranormale, seguaci degli ufo
e chi più ne ha più ne metta…Sono centinaia
le persone che si lasciano coinvolgere dalle nuove mode, alla
ricerca di una sedicente vera spiritualità, che elevi dal
superficiale mondo in cui viviamo. Ma soprattutto sono centinaia
le persone che si lasciano truffare da maghi, nuovi guru e maestri,
che promettono una vita diversa, migliore, e che spesso invece
sono la causa di perdita di personalità, di dilapidazioni
di patrimoni (visto che si fanno pagare profumatamente), di nevrosi
e tragici distacchi dalle famiglie.
Anche Livorno è
preda di simili situazioni, ma dal 1999 è operativo un
gruppo di persone.” L’Osservatorio permanente nuove
religioni”, il cui scopo è quello di monitorare il
territorio a proposito di questi fenomeni, contattare chi è
rimasto vittima di queste idee ed indirizzarlo ad una spiritualità
più sana ed equilibrata.
“Siamo in contatto
con due sacerdoti e con alcune suore- spiega Laura Petreccia,
una dei responsabili dell’Osservatorio- il nostro compito
è molteplice perché oltre ricercare e ad informarci
su queste nuove sensibilità religiose, siamo disponibili
alla consulenza e al supporto spirituale di questa persone. Finora
più di 170 persone si sono già rivolte a noi”.
Ma chi sono i seguaci di queste espressioni religiose? “Non
c’è una categoria specifica- ci spiega la dottoressa
Petreccia- spesso sono anche cattolici che frequentano entrambi
gli ambienti o che hanno abbandonato la religione cattolica per
protesta; magari hanno subito delusioni relazionali con qualche
parroco, vescovo, ecc. oppure sono contro la Chiesa e il Vaticano
che accusano di occuparsi troppo di denaro e poco di anime. Oppure
ancora sono persone che hanno vissuto un evento tragico nella
loro vita: un grave lutto, una separazione e non hanno trovato
una risposta nella Chiesa cattolica. Questi movimenti hanno una
particolare capacità di accogliere e far sentire amati
i loro affiliati, si prega insieme, si vive insieme, nessuno è
mai lasciato solo e con eventuali sedute medianiche i si può
anche mettere in contatto con i propri cari”. Come ci si
avvicina a questi gruppi? “I modi sono molteplici. Il metodo
più efficace però è il passaparola, anche
perché non hanno grande interesse a farsi pubblicità
tra chi potrebbe “smascherarli”o, peggio ancora, denunciarli.
Ad esempio si può entrare in contatto attraverso la frequentazione
di palestre, di centri del benessere che praticano massaggi e
terapie di rilassamento, ecc.” Quali sono le conseguenze
per chi segue questi “maestri”? “Dipende dalla
filosofia che si segue. Spesso certe forme di ascesi, di abbandono
estremo del mondo e del corpo portano ad una perdita della realtà
e della propria personalità. Solitamente tendono ad annullare
tutti quei rapporti che non sono vissuti all’interno del
gruppo, quindi la famiglia, il lavoro, le amicizie esterne. E
poi spesso anche a fallimenti economici perché continuamente
vengono richieste offerte per sostenere le spese del gruppo”.
Qual è secondo lei la soluzione a queste forme di deviazione”
“E’ difficile poter dare un’unica soluzione
per casi tanto diversi. Certamente è una sfida pastorale
che la Chiesa deve porsi con sempre maggiore urgenza. Si dovrà
trovare una catechesi ad hoc, ma soprattutto la Chiesa dovrà
farsi sentire più vicina alla gente, è l’unico
modo per evitare che si allontani cercando qualcos’altro”.
( Laura Petreccia ha prestato
il suo servizio presso l’Osservatorio diocesano dal novembre
1999 al febbraio 2004. Attualmente svolge la sua attività
di studi e ricerca dei nuovi movimenti religiosi presso il Centro
Studi Internazionali “Atonement” di Roma)