Sabato, 4 settembre 2010 

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Libro: "I Testimoni di Geova in Italia"

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Minority Religions, Social Change, and Freedom of Conscience

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La prima convenzione italiana dell'Associazione Internazionale Studenti della Bibbia , avuta a Pinerolo, dal 23 al 26 Aprile 1925.


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THE LIGHTHOUSE OF THE HARBOUR

fonte: LightHouse, 16 maggio 2004
autore: Laura Petreccia, Centro Studi Internazionale del Dialogo Ecumenico e del Dialogo Interreligioso, “Atonement” di Roma
Paolo Raffoni, Congregazione dei Testimoni di Geova di Livorno

Tema della conferenza studio : “ Testimoni di Geova, Cambiamenti Sociali, Libertà di Coscienza”

Questo saggio esamina il modo in cui il concetto di “coscienza” è inteso dai Testimoni di Geova, e come essi si relazionano con la legge umana, e con quella divina, come è rivelato nella Bibbia. I Testimoni subordinano la coscienza alla Sacra Scrittura, e al governo civile, a patto che quest’ultimo non richieda disobbedienza alla legge divina. Le controversie relative all’alzabandiera e alla guerra sono esaminate come esempio di conflitto fra i due tipi di legge. Secondo gli insegnamenti di Watch Tower, la coscienza individuale è inattendibile, comunque, da qui l’organizzazione riconosce uno scopo limitato alle decisioni individuali sulle questioni morali e spirituali.

In conclusione, principalmente, si esercita la coscienza a ricercare e a fare ciò che è considerato come giusto, piuttosto che decidere cosa sia effettivamente giusto.
Il saggio mira ad esplorare quello che i Testimoni intendono per “coscienza”, e come la nozione di questa stabilisca un rapporto, prima con la società civile, e poi con altre fonti di autorità compresa l’Organizzazione “The Watch Tower Organization”.

La posizione dei Testimoni di Geova è spesso fraintesa. Il Dizionario di Oxford della Chiesa Cristiana, per esempio, ritrae essi come “predicenti l’odio per tutte le istituzioni esistenti”, rivendicando che essi non possono essere un autentica organizzazione religiosa, visto che insegnano che “la religione è contro Dio”. E’ scorretto descrivere i Testimoni di Geova come “una religione che ripudia i mondo o una fede che sta in opposizione al mondo”. Sebbene essi insegnino che il mondo è attualmente comandato da Satana, i Testimoni non formano le loro comunità separate dal mondo. Essi agiscono nel mondo, assumendosi occupazioni “terrene”, e la vasta maggioranza della Organizzazione dei Testimoni oggigiorno non cerca di scappare dal mondo, ma si aspetta di vivere eternamente in un rinnovato Paradiso sulla Terra. I Testimoni sono tanto informati quanto gli altri nelle faccende attuali e qualche volta si sentono coinvolti in essi,e la loro rivista bimensile “Svegliatevi!” offre osservazioni sulle relazioni umane.
Gli articoli trattano di vari argomenti: da come usare le scale in modo sicuro in riflesso degli eventi dell’11 Settembre 2001, a commenti sull’attualità visti da una prospettiva politicamente neutra. Nell’articolo di “Svegliatevi!”, “Il giorno in cui le Torri Gemelle crollarono” gli editori spiegarono come il vicino palazzo della Watch Tower abbia offerto aiuto alle vittime, gli autori presentarono diverse storie interessanti, offrendo da ultimo la conclusione che questi eventi hanno avuto luogo in un mondo in cui la legge teocratica è iniziata:

“Tragedie come questa di New York dovrebbero farci riflettere su cosa stiamo facendo con le nostre vite… La modestia dovrebbe spingerci ad andare nel mondo di Dio a trovare la vera speranza per la morte e scoprire come Dio ristabilirà presto sulla terra le condizioni del Paradiso. Se desideri saperne di più sulle promesse della Bibbia, ti invitiamo a contattare i Testimoni di Geova nel tuo vicinato.
Ai giorni nostri il sistema delle relazioni civili è carente per gli ideali di Geova, non solo per il peccato umano, ma anche per un inappropriato Governo. Nel paradiso ideale, il governo dovrebbe essere “teocratico”, perché Cristo e il suo sacramento regnerà dal paradiso, assicurando la perfezione terrena. Allo stesso tempo, comunque, i Testimoni non insegnano odio, o la mancanza di cooperazione con le leggi terrene. Al contrario, le autorità civili, prima di tutto meritano obbedienza. La Bibbia insegna:

“Lascia che ogni animo sia soggetto a poteri più alti: c’è solo il potere di Dio, quelli che lo hanno sono ordinati da Dio”. – Rm 13, 1

L’interpretazione di questo testo dai Testimoni di Geova è interessante. “I più alti poteri”, essi insegnano sono riferiti a Cristo e al suo sacramento, e descrivono la posizione di legislatore paradisiaco di Cristo nel Paradiso, piuttosto che una assoluta obbedienza a ogni forma di governo civile. Comunque in questo verso Paolo suggerisce che qualunque governo abbia il potere, gli è permesso di governare da Dio. Dunque il potere civile domanda obbedienza, eccetto quando entrano in conflitto con la legge divina. E’ in queste situazioni che i seguaci di Geova devono esercitare la propria coscienza e obbedire a Geova piuttosto che ai legislatori umani.


Fonti di Autorità

Questo solleva la questione di quello che contraria la legge divina. Ci sono tre fondamentali tipi di autorità all’interno della Watch Tower Organization: Coscienza, Scrittura e la Warch Tower Organization stessa.

I cristiani hanno tipicamente espresso “coscienza” come un innato senso del giusto e dello sbagliato, indipendentemente da alcuna formale definizione di azione giusta o sbagliata.

Per qualsiasi persona delle nazioni che non hanno legge fanno per natura le cose della legge, queste persone, anche se non hanno legge, sono una legge per se stessi. Essi sono quelli che dimostrano che la questione della legge è scritta nei loro cuori, mentre la loro coscienza è testimone con loro, in mezzo ai loro pensieri; essi sono stati accusati oppure scusati. – Rm 2, 14-15

Comunque i Testimoni di Geova usano il termine per applicarlo a situazioni dove la guida della chiara morale sta mancando, in situazioni dove le obbligazioni sono chiare ma dove si scontra con la scelta se sia giusto agire o no, e dove c’è la conoscenza di una vera dottrina. Così J.F- Rutherford sentenziò che “Adamo non badava alla sua coscienza” quando lui soccombeva alla seduzione di Eva di mangiare dall’albero nel Giardino dell’Eden.

In particolare, i cittadini hanno doveri verso lo Stato. La Bibbia dice: “Restituisci a Cesare quello che è di Cesare, ma dai a Dio quello che è di Dio”. In ogni caso, dato che il mondo è sotto il governo di Satana, i Testimoni non possono esprimere fedeltà verso una particolare forma di governo piuttosto che a un’altra. Dunque, i Testimoni manterranno una severa neutralità verso differenti tipi di regni terreni. Questa conseguenza porta a rifiutare di votare nelle elezioni, e a entrare in combattimenti armati a nome di qualche nazione. Per i Testimoni il reclutamento per partecipare alla guerra non è semplice dato che si insinua in un terreno che involve violenza e la perdita di vite umane; la partecipazione ai conflitti armati implica anche l’appoggio di particolari sistemi politici in un mondo che è sotto il dominio di Satana.

Tutto questo non significa, di certo, che nulla è dovuto all’autorità civile (“Cesare”). La Watch Tower Organization farà il possibile per adattarsi con la legge nella corsa dei suoi affari amministrativi. Ad un recente “Quickbulid”, era evidente che la Congregazione aveva fatto di tutto per assicurarsi un posto nel progettare e costruire secondo i regolamenti, la salute e la sicurezza per i bisogni della forza lavoro. ( Un “Quickbuild” è la rapida costruzione di una Sala del Regno, di solito realizzata in meno di quattro giorni). Come altri corpi religiosi, i Testimoni tengono conto opportunamente e obbediscono ai processi di revisione. Gli individui sono incoraggiati ad essere onesti: per esempio, nel riempire le loro dichiarazioni dei redditi accuratamente e onestamente. Fanno eccezione casi dove è dichiarata l’interferenza con la religione, o dove c’è un’illecita interrelazione fra Chiesa e sistemi politici a cui il Regno di Cristo si prostituisce.

Quando la principale religione è una “religione falsa” essa non può servire come guida per il cammino; la coscienza è quindi una guida più affidabile per il giusto e lo sbagliato che le chiese dei Credo principali. Russell sosteneva che “la dottrina soffoca la coscienza”, suggerendo che la Chiesa poteva imporre i propri punti di vista ad un più alto grado in un verdetto individuale, su cosa dovesse essere creduto e praticato. Restano quindi tre potenziali tipi di autorità per i Testimoni: la Coscienza, la Bibbia e la Watch Tower. La principale dottrina dei Testimoni di Geova insegna a minimizzare la dipendenza dalla coscienza individuale, a guardare alle Scritture e, particolarmente, alla Watch Tower Organization, come veri arbitri delle questioni morali e della dottrina.

Se la coscienza fosse una guida sufficiente non si dovrebbe necessitare delle Sacre Scritture. La maggioranza della gente è quasi senza coscienza; essi sono ciechi verso le principali leggi che Dio da come guida della coscienza.

Chi segue questi due comandamenti di Geova, qua ripetuti dal Signore Gesù, seguirà il giusto corso, che guadagnerà per lui l’approvazione dell’Altissimo. Fare ciò che l’uomo ritiene giusto e non può essere dettato semplicemente dalla coscienza. Se la sua coscienza lo condanna, questa è la prova che lui sbaglia, ma lui potrebbe anche fare coscienziosamente quello che è sbagliato; la coscienza di un uomo non è una guida sicura a meno che la coscienza sia esattamente in armonia con il mondo di Dio.

La coscienza ha così da essere subordinata alle Sacre Scritture ma non significa interpretazione individuale delle Scritture. Sebbene gli studi privati individuali siano ammessi, le Sacre Scritture sono sistematicamente studiate dalla Watch Tower Organization. Di conseguenza problemi di coscienza sono la principale questione su cui i Testimoni di Geova come organizzazione hanno preso una posizione, come organizzazione invece che come individui. Collettivamente, i Testimoni di Geova hanno cercato la libertà di coscienza su problemi dove la legge civile si intromette su quella divina, e tenta di forzare il popolo di una Nazione ad agire contrariamente ai comandamenti delle Sacre Scritture. Il più prominente esempio di situazioni dove i Testimoni, collettivamente, hanno invocato libertà di coscienza contro lo Stato sono state la guerra, il saluto alla bandiera e il diritto di fare proseliti.

La controversia sul saluto alla bandiera col saluto militare iniziò nel 1935, quando, in risposta alla questione della Convenzione Annuale, Rutherford confrontò il saluto degli U.S. col saluto che si offriva in Germania ad Adolf Hitler. Walter Gobitans era un Testimone che si occupava di quel convegno, nonostante che ironicamente non fosse presente quando Rutherford fece quella osservazione; comunque, gli fu riportato e sua figlia Lilian conseguentemente rifiutò a scuola di prendere parte all’atteso saluto alla bandiera, al quale altri bambini si conformarono. Questo condusse ad una battaglia legale molto lunga, che arrivò alla Corte Suprema, infine ai Testimoni non fu accordata la libertà di coscienza sulla faccenda fino al 1942.

Non conta niente che i Testimoni rifiutino il saluto militare non certo per mancanza di rispetto. Al contrario, in un articolo di “Svegliatevi!” si racconta di un fatto riferito a un’insegnante di scuola che chiese ad un alunno Testimone e a uno non Testimone di sputare su una bandiera della U.S.: il non Testimone obbedì mentre il Testimone rifiutò.
La storia illustra la neutralità politica dei Testimoni piuttosto che l’odio verso le istituzioni umane. La loro vera preoccupazione sul saluto alla bandiera è che potenzialmente deifica la bandiera, e i Testimoni spesso confrontano il rituale con le pretese della autorità Romana, quando i primi Cristiani dovettero riconoscere alla divinità dell’imperatore.

La seconda controversia implicò la guerra. In questa discussione la posizione dell’Associazione Internazionale degli Studenti Biblici non era totalmente contro la guerra. Nonostante Russell sottolineasse la necessità della pace, e asserisse una stretta connessione fra i conflitti armati e il peccato, fece un sermone nel 1913 intitolato “Pace desiderata, Guerra necessaria”, nel quale sosteneva che molti dei più grandi successi erano deplorevolmente originati dalla guerra: “Certo, io non posso chiudere i miei occhi di fronte ai fatti della storia in cui praticamente ogni benedizione è venuta al mondo attraverso la guerra, al costo di crudeli spargimenti di sangue”. Egli citò specificatamente l’indipendenza americana.
Russell, ad ogni modo, sembra più interessato a quello che la guerra imminente significava che ai problemi di coscienza riguardo alla partecipazione. Scrivendo in anticipo sul più alto significato della data del 1914, lui vide che la guerra stava venendo come all’inizio della Battaglia Finale di Armaghedon, e la associò col segno della fine delle questioni umane. Per quanto implicasse una posizione morale verso la guerra, Russell si rese conto che, mentre le guerre erano necessarie per la fine umana, “i seguaci del Signore, come egli stesso, sono particolari, separati e distinti dal mondo: una Nuova Creazione. Essi sono così devoti agli insegnamenti del loro Maestro e così pieni del suo spirito d’amore per il prossimo e per tutto il genere umano da dover sopportare e le malignità e le ingiustizie, piuttosto che farsi ingiurie l’uno con l’ altro. Il nostro Signore stesso era sempre pacificamente disposto e un pacificatore per gli altri; così devono essere tutti i suoi seguaci. “Beati siano i pacificatori: saranno chiamati figli di Dio”.

E’ stato durante il comando di Rutheford che una più attiva posizione morale venne presa contro la guerra, col rifiuto di migliaia di Testimoni, sia da parte della Germania che dell’Inghilterra, di partecipare ai conflitti armati. La posizione dei Testimoni di Geova sulla guerra viene comunemente fraintesa. Per essere precisi i Testimoni di Geova sono pacifisti, sostengono che se Geova comanda loro di combattere loro lo farebbero. Gli ebrei delle epoche passate combattono guerre seguendo le istruzioni di Dio, e di certo rimane la grande Battaglia Finale di Armaghedon da combattere fra Cristo e le sue Potenze, contro quelle di Satana. I Testimoni di Geova insegnano che le battaglie narrate nelle Scritture ebree così come quella della conquista di Gerico, e le divinità sanzionate dalle manovre militari contro le nazioni circostanti, tentavano di ristabilire la vera religione cercando di eliminare tracce della religione di Canaan.
Sotto il nuovo patto portato da Gesù Cristo, comunque, la gente di Geova non può essere coinvolta in violenze o conflitti armati; dunque i tipi di religione che sanciscono forme di violenza sono parti di Babilonia, e stanno in opposizione a Geova.

Tali asserzioni di libertà di coscienza sono realizzate a costo personale dei Testimoni di Geova, che sono risultati notoriamente impopolari e percepiti come mancanti di patriottismo. Essi hanno subito attacchi personali, pubblici linciaggi, boicottaggi economici dei loro affari, e , più in particolare, imprigionamenti e morti nei campi di concentramento nazisti sotto il terzo Reich.

In questi esempi, la libertà di coscienza è stata la libertà collettiva che i Testimoni di Geova hanno voluto asserire per la loro Organizzazione. Ma cosa dire sulla libertà individuale? Verso cosa estendersi e in quale circostanze possono i Testimoni prendere decisioni sugli insegnamenti o su cosa è giusto delle leggi umane, come una coscienza può decidere cosa è appropriato?
Quando la Watch Tower Organization diviene strutturalmente più salda, si insegna che la coscienza umana è inaffidabile, e necessita di essere subordinata ai comandamenti di Dio. Non si può dire, comunque, che il collettivo accordo di dottrine morali sia infallibile. Al contrario i Testimoni spesso parlano di una “luce più grande” che spunta col progredire del tempo. La Watch Tower Organization può raggiungere conclusioni su problemi che sono stati precedentemente soggetto delle coscienze individuali, e perfino acquistare un peso maggiore come una organizzazione. Il movimento contrario al culto spesso punta su un’apparente maggiore inconsistenza degli insegnamenti della Watch Towewr quando nei fatti reali, anche la maggior parte dei movimenti religiosi è in continuo divenire ed evoluzione per i propri insegnamenti.

Questi comandamenti sono presentati nella Bibbia. Ad ogni modo, la comprensione della Bibbia da parte dell’individuo ha bisogno di una guida, e questo aiuto viene dalla Watch Tower Organization. E’ solo quando non c’è un chiaro ordine delle Sacre Scritture e dove non c’è stato un chiaro regolamento da parte del Corpo Direttivo che i Testimoni possono decidere per se stessi riguardo il modo migliore di agire.

Particolarmente nella sua passata storia, c’erano numerosi e variati problemi su cui la Watch Tower Organization non si era pronunciata precisamente. Gli esempi includono il voto, portare fuori prestiti ipotecari, coltivare tabacco, possedere club di giochi d’azzardo e bar, partecipare a circoli letterari, prendere parte a incontri religiosi dove si fanno collette. Russell decise fermamente di non fare collette durante i suoi incontri e di menzionare il pastore Russell nelle pubbliche preghiere. A un successivo stadio, diversi di questi problemi furono fermamente risolti dall’Organizzazione dei Testimoni di Geova. Il voto adesso è proibito, e infatti perfino nell’Organizzazione dei Testimoni di Geova il solo voto che ha avuto luogo è quello del Corpo Direttivo. Nel 1973 i Testimoni furono avvisati che avevano sei mesi per rinunciare a fumare, pena l’esclusione dal gruppo. Il gioco d’azzardo fu fermamente proibito, e frequentare le chiese delle correnti principali che di solito fanno collette può essere un problema che può potenzialmente portare all’esclusione.

Problemi di coscienza certamente non includono i tipi di questioni scottanti sulle quali la corrente principale del protestantesimo permette la divergenza di opinioni, non assumendo una ferma posizione, come ad es. l’aborto, l’eutanasia e la pena capitale. ( Aborto ed eutanasia sono, prevedibilmente, proibite, ma non la pena capitale, che è sanzionata nel Vecchio Testamento, ma non compare né in Gesù né nella Chiesa del Nuovo Testamento). Attualmente, i problemi di coscienza riguardano se prestare servizio di giuria , se partecipare alla donazione di organi. Problemi meno significanti si riferiscono alla coscienza individuale, per esempio, se le mogli dei Testimoni possono liberamente decidere se cucinare o meno un tacchino di Natale per un marito o una famiglia non credenti.

Ci sono stati casi in cui le decisioni prese dal Corpo Direttivo sono state revocate, e altri in cui talune decisioni adottate potrebbero sembrare inconsistenti o difficili da comprendere. Sulla questione del trapianto di organi, per esempio, c’è stato un periodo in cui era proibito, presumibilmente perché implicava l’introduzione del sangue di qualcun altro dentro il corpo. Comunque, tale proibizione fu abrogata nel 1980.

A volte i cambiamenti di posizione dell’Organizzazione possono sembrare sorprendenti.
Raymand Franz, un membro del Corpo Direttivo, dimissionario nel 1981, pose u certo numero di quesiti. Ad esempio uno coinvolgeva la definizione del tipo di contatto sessuale accattabile nel matrimonio: una volta i Testimoni proibivano ogni forma di contatto intimo escludendo quello della copulazione; ora l’Organizzazione è più inclinata a essere meno prescrittiva.
Un altro, e piuttosto differente esempio, sul quale Franz focalizza l’attenzione è relativo al Messico, dove il Corpo Direttivo richiese ad ognuno di intraprendere un anno di servizio militare. Il completamento di questo servizio consentiva di ottenere una “Carta d’identità per il servizio militare”, che era essenziale per conseguire una licenza di guida e un passaporto ed altri documenti legali. Il passaporto, di sicuro, era particolarmente importante per i Testimoni che spesso necessitano di lavorare all’estero, o andare negli Usa per Assemblee Internazionali. Un modo per ottenere questo tipo di certificato era la corruzione, eufemisticamente chiamata “pagherò una tassa invece di”, e si ridivise l’opinione del Corpo Direttivo. Probabilmente con sorpresa, il Corpo Direttivo decise che questa “operazione di soldi” o “pagamento di tassa” era una questione di coscienza ( essi evitarono la parola “comprare”). La decisione espressa fu per il “pagamento di tassa” anche perché il servizio militare rendeva il singolo richiamabile per le armi.

Conclusioni

Riassumendo sui problemi di coscienza, i Testimoni di Geova tendono ad assumere una posizione collettiva piuttosto che individuale. Dove lo hanno fatto hanno preso una posizione molto ferma, spesso ad un grande costo personale. Quando ci sono problemi di coscienza individuale, questi badano a considerarli come meno importanti, limitati a dettagliare la vita personale e certamente non per questioni di dottrina.

Questo perché la coscienza individuale è vista come inaffidabile, bisognosa di essere subordinata alla Scrittura e alla Watch Tower Organization. La Watch Tower Organization, comunque, non è di per sé infallibile, e i Testimoni fanno frequentemente riferimento a una “nuova luce”, che significa un nuovo intuito, che è stato permesso dal Corpo Direttivo col passare del tempo. I casi, comunque, (l’intimità coniugale e il trapianto d’organi sono i primi esempi citati), le intuizioni possono essere valide o meno, e questo può a volte far sembrare che ci siano esitazioni nel Corpo Direttivo. Questo è comprensibile in una organizzazione fallibile, ma, da un certo lato i Testimoni di Geova denotano fortemente che essi offrono “la verità”, e certamente offrono l’unica Via di Salvezza. Riconciliare queste due posizioni, credo, sia un problema dei Testimoni che necessiteranno armonizzare ed indirizzare se vorranno mantenere una accurata e coerente dottrina dell’Elezione Divina.

DOCUMENTAZIONE: Rapporti Sociali, Libertà di Coscienza, di Paolo Raffoni

 

"La nostra sottomissione relativa alle autorità superiori”

"C’è quindi una ragione impellente per sottoporvi”. Rm 13, 5


Il 7 gennaio 1940 Franz Reiter e altri cinque giovani austriaci furono ghigliottinati. Erano Bibelforscher, Testimoni di Geova, e morirono perché la coscienza no permetteva loro di imbracciare le armi per il Rech di Hitler. Reiter fu uno dei migliaia di Testimoni che morirono per la propria fede durante la seconda guerra mondiale. Ancora di più furono quelli che passarono lunghi anni nei campi di concentramento. Tutti questi soffrirono forse a motivo della “spada” delle autorità superiori naziste perchè avevano ‘fatto il male’? – Rm 13, 4 . Assolutamente no! Le successive parole di Paolo mostrano che questi cristiani ubbidirono ai comandi di Dio espressi nel capitolo 13 di Romani, anche se soffrirono per mano dell’autorità.
In Romani 13, 5 l’apostolo scrive: “C’è quindi una ragione impellente per sottoporvi, non solo a motivo di tale ira, ma anche a motivo della vostra coscienza”. In precedenza Paolo ha detto che il fatto che l’autorità porti la “spada” è un buon motivo per esservi sottomessi. Ora, però, menziona un motivo più importante: la coscienza. Noi ci sforziamo di servire Dio “con coscienza pura”. - 2Tm 1, 3 La Bibbia ci dice di essere sottomessi alle autorità superiori, e noi ubbidiamo perché vogliamo fare ciò che è giusto agli occhi di Dio. Eb 5, 14 Sì, la nostra coscienza addestrata in base alla Bibbia ci induce ad ubbidire all’autorità anche quando nessun essere umano è presente per controllarci. – Ecclesiaste 10, 20

“Per questo anche pagate le tasse”

Anni fa in Nigeria ci furono dei disordini legati al pagamento delle tasse. Varie persone persero la vita, e le autorità mobilitarono l’esercito. I soldati entrarono in una Sala del Regno in cui era in corso un’adunanza e vollero sapere lo scopo della riunione. Saputo che si trattava di un’adunanza di Studio Biblico dei Testimoni di Geova, l’ufficiale che aveva il comando disse ai soldati di andarsene e spiegò: “I Testimoni di Geova non sono agitatori in fatto di tasse”.
Quei Testimoni nigeriani avevano la reputazione di mettere in pratica ciò che disse Paolo: “Poiché per questo anche pagate le tasse; poiché essi sono pubblici servitori di Dio che servono costantemente a questo stesso scopo”. - Rm 13, 6 Quando Gesù diede la regola: “Rendete a Cesare le cose di Cesare”, parlava di pagare le tasse. – Mt 22,21 Le autorità secolari provvedono strade, protezione mediante le forze di polizia, biblioteche, mezzi di trasporto, scuole, servizio postale, e molte altre cose. Ci avvaliamo spesso di questi provvedimenti. E solo giusto che paghiamo questi servizi mediante le tasse.

“Rendete a tutti ciò che è dovuto”

Paolo continua dicendo: “Rendete a tutti ciò che è dovuto, a chi chiede la tassa; a chi chiede il tributo; a chi chiede timore; a chi chiede onore, tale onore”. Rm 13, 7 La parola “tutti” include ogni autorità secolare che è un pubblico servitore di Dio. Non ci sono eccezioni. Anche se viviamo sotto un sistema politico che personalmente non ci piace, paghiamo ugualmente le tasse. Se nel nostro paese le organizzazioni religiose godono di esenzioni fiscali, le congregazioni possono valersi di questo diritto. E , come tutti i cittadini possono valersi di ogni agevolazione fiscale prevista dalla legge. Ma il cristiano non deve mai ricorrere a mezzi illeciti per evadere le tasse. – Mt 5, 41 ; 17, 24-27
Supponiamo, però, che una tassa sembri ingiusta. O che dire se parte del gettito fiscale viene usata per finanziare cose con cui non siamo d’accordo, come l’aborto, le banche del sangue, o programmi che sono in conflitto con la nostra posizione neutrale? Paghiamo ugualmente tutte le tasse. E’ l’autorità che si deve assumere la responsabilità per il modo in cui usa il denaro delle tasse. Non è nostro compito giudicare l’autorità. Dio è il “Giudice della terra”, e al tempo da lui stabilito, chiederà conto ai governi di come hanno usato la loro autorità. - Salmo 94, 2; Geremia 25,31.
Fino a quel momento, noi pagheremo le tasse.
Che dire se l’autorità ci perseguita? Paghiamo ugualmente le tasse a motivo dei servizi quotidiani che provvede. A proposito dei Testimoni perseguitati in un paese africano, l’Examiner di San Francisco osservava: “Potete considerarli cittadini modello. Pagano con diligenza le tasse, curano i malati, combattono l’analfabetismo”. Sì, quei Testimoni perseguitati pagavano le tasse..

“Timore” e “Onore”

Il “timore” di Rm 13, 7 non è un timore codardo, bensì rispetto per l’autorità secolare, timore di infrangerne la legge. Questo rispetto è mostrato a motivo della posizione rappresentata, non sempre a motivo dell’individuo che ricopre l’incarico. La Bibbia, parlando profeticamente dell’imperatore Tiberio, lo chiama “uno che sarà disprezzato”. Dn 11, 21 Ma Tiberio era l’imperatore, e come tale il cristiano gli doveva rendere timore e onore.
Per quanto riguarda l’onore, ubbidiamo al comando di Gesù di non usare titoli religiosi. - Mt 23, 8-10
Ma nel rivolgerci alle autorità secolari, usiamo volentieri qualsiasi titolo onorifico sia richiesto. Paolo usò il termine “eccellentissimo” quando parlò ai governatori romani. - At 26, 25 Daniele chiamò Nabucodonosor “mio signore” - Dn 4, 19
Oggi i cristiani possono usare espressioni come “Sua Eccellenza”, “onorevole”, o “Vostra Maestà”. Se tale è l’usanza, possono alzarsi in piedi quando un giudice entra nell’aula di un tribunale, o inchinarsi in segno di rispetto davanti a un governante.

Sottomissione relativa

Dal momento che i Testimoni di Geova sono sottomessi alle autorità umane, perché Franz Reiter e tanti altri hanno sofferto in quel modo? Perché la nostra sottomissione è relativa, e non sempre l’autorità ammette che la Bibbia ponga dei limiti a ciò che essa può pretendere. Se l’autorità pretende qualcosa che va contro la coscienza cristiana addestrata, oltrepassa il limite che Dio le ha imposto. Gesù indicò questo fatto quando disse: “Rendete…a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio”. Mt 22, 21 Quando Cesare pretende ciò che appartiene a Dio, dobbiamo riconoscere che Dio ha la precedenza.
Questa posizione è forse sovversiva o sleale? Niente affatto. In effetti è l’estensione di un principio riconosciuto dalla maggior parte delle nazioni civili. Nel XV secolo, un certo Peter von Hagenbach fu processato per aver instaurato un regime di terrore nella zona europea sotto la sua giurisdizione. Si difese dicendo che egli si era limitato a eseguire gli ordini del suo signore, il duca di Borgogna, ma tale giustificazione non fu accettata. Da allora, la tesi secondo cui chi commette delle atrocità non debba esserne considerato responsabile se sta eseguendo gli ordini di un’autorità superiore è stata avanzata varie volte; il caso più notevole è quello dei criminali di guerra nazisti giudicati dal tribunale internazionale di Norimberga. In genere questa tesi è stata respinta. Nella sentenza, il tribunale intenzionale decretò: “Gli individui hanno doveri internazionali che trascendono gli obblighi nazionali di ubbidienza imposti dal singolo Stato”.
I servitori di Dio hanno sempre riconosciuto che ci sono limiti alla coscienziosa sottomissione che rendono alle autorità superiori. In Egitto, nel periodo in cui nacque Mosè, il faraone comandò a due levatrici ebree di uccidere tutti i neonati maschi degli ebrei. Le levatrici, però, conservarono in vita i neonati. Fecero male a disubbidire al faraone? No. Seguirono la coscienza che Dio aveva dato loro, e Dio le bendisse per questo. – Es 1, 15-20 Quando Israele era in esilio a Babilonia, Nabucodonosor ordinò che i suoi funzionari, compresi gli ebrei Sadrac, Mesac e Abednego, si prostrassero davanti a un immagine che aveva eretto nella pianura di Dura. I tre ebrei si rifiutarono di farlo. Fecero male? No, poiché per ubbidire ai re avrebbero dovuto disubbidire alla legge di Dio. – Es 20, 4, 5 Dn 3, 1-18

“Ubbidire a Dio come governante”

In maniera analoga, quando le autorità giudaiche ingiunsero a Pietro e Giovanni di non predicare più riguardo a Gesù, essi risposero: “Se è giusto dinanzi a Dio ascoltare voi anziché Dio, giudicatelo voi stessi”. At 4, 19; 5, 29 Non potevano tacere. Un periodico religioso, The Christian Century, fa notare un’altra posizione che i primi cristiani assumevano per motivi di coscienza: “I primi cristiani non prestavano servizio nelle forze armate. Roland Bainton osserva che, ‘dalla fine del periodo neotestamentario fino al decennio 170-180 d.C., non c’è alcuna prova che vi fossero cristiani nell’esercito’ ( Christian Attitudes Toward War and Peace – Abingdon, 1960, pp. 67-8…Swift dice che Giustino Martire ‘dà per scontato che i cristiani si astengano dalle azioni violente”.
Come mai i primi cristiani non prestavano servizio come soldati? Senza dubbio ciascuno di loro studiava attentamente la Parola e le leggi di Dio, e prendeva la propria decisione personale in base alla propria coscienza addestrata secondo la Bibbia. Erano neutrali, ‘non facevano parte del mondo’, e la loro neutralità impediva loro di prendere posizione nei conflitti di questo mondo . Gv 17, 16; 18, 36 Inoltre, appartenevano a Dio. Oltre a ciò, i primi cristiani facevano parte di una fratellanza internazionale unita dall’amore. La loro coscienza non permetteva loro di prendere le armi con il rischio di uccidere un altro cristiano. Gv 13,34, 35; Colossesi 3,14; 1Pt 4,8; 5, 9
Per giunta i cristiani non potevano essere d’accordo con comuni osservanze religiose, come ad esempio il culto dell’imperatore. Erano quindi considerati “persone strane e pericolose, e il resto della colazione istintivamente sospettava di loro”. (W. A. Smart, Still the Bible Speaks) Sebbene Paolo scrivesse ai cristiani di ‘rendere timore a chi chiede tale timore’ essi non dimenticarono il timore, o riverenza, che provavano in maggior misura per Geova. Rm 13, 7; Salmo 86, 11 Gesù stesso disse: “Non abbiate timore di quelli che uccidono con il corpo ma non possono uccidre l’anima; temete piuttosto colui che può distruggere sia l’anima che il corpo nella Geenna”. Mt 10, 28
Come cristiani, oggi dobbiamo affrontare sfide simili. Non possiamo partecipare ad alcuna forma moderna di idolatria, sia che si tratti di compiere atti idolatrici davanti a un’immagine o a un simbolo o di attribuire la salvezza a una persona o a un’organizzazione. - Cor 10, 14; 1Gv 5,21
E come i primi cristiani, non possiamo scendere a compromessi per quanto riguarda la nostra neutralità cristiana. - 2Cor 10, 4

“Mitezza e profondo rispetto”

L’apostolo Pietro parlò della nostra presa di posizione, motivata dalla coscienza, e disse: “Se qualcuno, per coscienza verso Dio, sopporta cose dolorose e soffre ingiustamente, questa cosa è gradita”. – 1Pt 2, 19 Sì, quando un cristiano rimane saldo nonostante la persecuzione, Dio si compiace di lui, e la sua stessa fede viene rafforzata e raffinata. - Gc 1, 2-4; 1pt 1, 6, 7: 5, 8-10 Pietro aggiunse:” Anche se soffriste per amore della giustizia, felici voi. Comunque, non temete l’oggetto del loro timore, né siate agitati. Ma santificate il Cristo come Signore nei vostri cuori, sempre pronti a fare una difesa davanti a chiunque vi chieda ragione della vostra speranza, ma con mitezza e profondo rispetto”. 1Pt 3, 14, 15 Un consiglio davvero utile!
Quando la persecuzione nasce perché le autorità fraintendono la posizione dei cristiani o perché i capi religiosi della cristianità mettono in cattiva luce i Testimoni di Geova agli occhi delle autorità, può darsi che presentando i fatti alle autorità si possa migliorare la situazione. Mostrano mitezza e profondo rispetto, il cristiano non reagisce fisicamente contro i persecutori. Tuttavia, usa qualsiasi mezzo legale disponibile per difendere la propria fede. Dopo ciò, lascia le cose nelle mani di Geova Dio, ci dice per bocca di Paolo: “Consideriamoci a vicenda per incitarci all’amore e alle opere eccellenti, non abbandonando la nostra comune adunanza, come alcuni ne hanno l’abitudine”. - Eb 10, 24, 25 Ma queste riunioni si possono tenere in maniera prudente. Anche se i presenti sono pochi, possiamo essere certi che Dio benedice queste diposizioni. – Mt 18, 20
In maniera analoga, alcune autorità hanno proibito la predicazione pubblica della buona notizia. I cristiani che vivono in tali paesi ricordano che, mediante Gesù stesso, l’Autorità suprema diss: “In tutte le nazioni si deve prima predicare la buona notizia” - Mc 13,10 Perciò ubbidiscono all’Autorità suprema ad ogni costo. Dov’era possibile, gli apostoli predicavano pubblicamente di casa in casa, ma ci sono altri modi per raggiungere le persone, ad esempio con la testimonianza informale. - Gv 4,7-15; At 5, 42; 20, 20
Spesso le autorità non interferiscono con l’opera di predicazione se si usa solamente la Bibbia, e questo evidenzia la necessità che tutti i Testimoni siano ben addestrati a ragionare facendo uso delle Scritture. Essendo intrepidi e allo stesso tempo rispettosi, spesso i cristiani possono trovare il modo di ubbidire a Geova senza incorrere nelle ire delle autorità superiori. – Tito 3,1, 2
Tuttavia , a volte, l’autorità perseguita i cristiani in maniera implacabile. In tal caso, con coscienza pura, possiamo solo perseverare nel fare ciò che è giusto. Il giovane Franz Reiter dovette scegliere: o scendere a compromessi rispetto alla propria fede o morire. Non potendo smettere di adorare Dio, affrontò coraggiosamente la morte. La notte prima di morire, Franz scrisse a sua madre:”Sarò giustiziato domani mattina. Ricevo la forza da Dio, com’è sempre avvenuto nel caso di tutti i veri cristiani del lontano passato…Se vi manterrete saldi fino alla morte, ci rivedremo nella sua resurrezione”.
Un giorno tutta l’umanità sarà sotto un’unica legge, quella di Geova Dio. Fino ad allora, dobbiamo con buona coscienza osservare la disposizione di Dio e mostrare sottomissione relativa alle autorità superiori, ubbidendo nello stesso tempo in ogni cosa al nostro Sovrano Signore, Geova, -Filippesi 4, 5-7

 
         
 
     
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