fonte:
LightHouse, 16 maggio 2004 autore: Laura Petreccia, Centro Studi Internazionale
del Dialogo Ecumenico e del Dialogo Interreligioso, “Atonement”
di Roma
Paolo Raffoni, Congregazione dei Testimoni di Geova di Livorno
Tema della conferenza studio
: “ Testimoni di Geova, Cambiamenti Sociali, Libertà
di Coscienza”
Questo saggio esamina il modo in cui il concetto di “coscienza”
è inteso dai Testimoni di Geova, e come essi si relazionano
con la legge umana, e con quella divina, come è rivelato
nella Bibbia. I Testimoni subordinano la coscienza alla Sacra Scrittura,
e al governo civile, a patto che quest’ultimo non richieda
disobbedienza alla legge divina. Le controversie relative all’alzabandiera
e alla guerra sono esaminate come esempio di conflitto fra i due
tipi di legge. Secondo gli insegnamenti di Watch Tower, la coscienza
individuale è inattendibile, comunque, da qui l’organizzazione
riconosce uno scopo limitato alle decisioni individuali sulle questioni
morali e spirituali.
In conclusione, principalmente, si esercita la coscienza a ricercare
e a fare ciò che è considerato come giusto, piuttosto
che decidere cosa sia effettivamente giusto.
Il saggio mira ad esplorare quello che i Testimoni intendono per
“coscienza”, e come la nozione di questa stabilisca
un rapporto, prima con la società civile, e poi con altre
fonti di autorità compresa l’Organizzazione “The
Watch Tower Organization”.
La posizione dei Testimoni di Geova è
spesso fraintesa. Il Dizionario di Oxford della Chiesa Cristiana,
per esempio, ritrae essi come “predicenti l’odio per
tutte le istituzioni esistenti”, rivendicando che essi non
possono essere un autentica organizzazione religiosa, visto che
insegnano che “la religione è contro Dio”.
E’ scorretto descrivere i Testimoni di Geova come “una
religione che ripudia i mondo o una fede che sta in opposizione
al mondo”. Sebbene essi insegnino che il mondo è
attualmente comandato da Satana, i Testimoni non formano le loro
comunità separate dal mondo. Essi agiscono nel mondo, assumendosi
occupazioni “terrene”, e la vasta maggioranza della
Organizzazione dei Testimoni oggigiorno non cerca di scappare
dal mondo, ma si aspetta di vivere eternamente in un rinnovato
Paradiso sulla Terra. I Testimoni sono tanto informati quanto
gli altri nelle faccende attuali e qualche volta si sentono coinvolti
in essi,e la loro rivista bimensile “Svegliatevi!”
offre osservazioni sulle relazioni umane.
Gli articoli trattano di vari argomenti: da come usare le scale
in modo sicuro in riflesso degli eventi dell’11 Settembre
2001, a commenti sull’attualità visti da una prospettiva
politicamente neutra. Nell’articolo di “Svegliatevi!”,
“Il giorno in cui le Torri Gemelle crollarono” gli
editori spiegarono come il vicino palazzo della Watch Tower abbia
offerto aiuto alle vittime, gli autori presentarono diverse storie
interessanti, offrendo da ultimo la conclusione che questi eventi
hanno avuto luogo in un mondo in cui la legge teocratica è
iniziata:
“Tragedie come questa di New York dovrebbero
farci riflettere su cosa stiamo facendo con le nostre vite…
La modestia dovrebbe spingerci ad andare nel mondo di Dio a trovare
la vera speranza per la morte e scoprire come Dio ristabilirà
presto sulla terra le condizioni del Paradiso. Se desideri saperne
di più sulle promesse della Bibbia, ti invitiamo a contattare
i Testimoni di Geova nel tuo vicinato.
Ai giorni nostri il sistema delle relazioni civili è carente
per gli ideali di Geova, non solo per il peccato umano, ma anche
per un inappropriato Governo. Nel paradiso ideale, il governo
dovrebbe essere “teocratico”, perché Cristo
e il suo sacramento regnerà dal paradiso, assicurando la
perfezione terrena. Allo stesso tempo, comunque, i Testimoni non
insegnano odio, o la mancanza di cooperazione con le leggi terrene.
Al contrario, le autorità civili, prima di tutto meritano
obbedienza. La Bibbia insegna:
“Lascia che ogni animo sia soggetto a poteri
più alti: c’è solo il potere di Dio, quelli
che lo hanno sono ordinati da Dio”. – Rm 13, 1
L’interpretazione di questo testo dai Testimoni
di Geova è interessante. “I più alti poteri”,
essi insegnano sono riferiti a Cristo e al suo sacramento, e descrivono
la posizione di legislatore paradisiaco di Cristo nel Paradiso,
piuttosto che una assoluta obbedienza a ogni forma di governo
civile. Comunque in questo verso Paolo suggerisce che qualunque
governo abbia il potere, gli è permesso di governare da
Dio. Dunque il potere civile domanda obbedienza, eccetto quando
entrano in conflitto con la legge divina. E’ in queste situazioni
che i seguaci di Geova devono esercitare la propria coscienza
e obbedire a Geova piuttosto che ai legislatori umani.
Fonti di Autorità
Questo solleva la questione di quello che contraria
la legge divina. Ci sono tre fondamentali tipi di autorità
all’interno della Watch Tower Organization: Coscienza, Scrittura
e la Warch Tower Organization stessa.
I cristiani hanno tipicamente espresso “coscienza”
come un innato senso del giusto e dello sbagliato, indipendentemente
da alcuna formale definizione di azione giusta o sbagliata.
Per qualsiasi persona delle nazioni che non hanno
legge fanno per natura le cose della legge, queste persone, anche
se non hanno legge, sono una legge per se stessi. Essi sono quelli
che dimostrano che la questione della legge è scritta nei
loro cuori, mentre la loro coscienza è testimone con loro,
in mezzo ai loro pensieri; essi sono stati accusati oppure scusati.
– Rm 2, 14-15
Comunque i Testimoni di Geova usano il termine
per applicarlo a situazioni dove la guida della chiara morale
sta mancando, in situazioni dove le obbligazioni sono chiare ma
dove si scontra con la scelta se sia giusto agire o no, e dove
c’è la conoscenza di una vera dottrina. Così
J.F- Rutherford sentenziò che “Adamo non badava alla
sua coscienza” quando lui soccombeva alla seduzione di Eva
di mangiare dall’albero nel Giardino dell’Eden.
In particolare, i cittadini hanno doveri verso
lo Stato. La Bibbia dice: “Restituisci a Cesare quello che
è di Cesare, ma dai a Dio quello che è di Dio”.
In ogni caso, dato che il mondo è sotto il governo di Satana,
i Testimoni non possono esprimere fedeltà verso una particolare
forma di governo piuttosto che a un’altra. Dunque, i Testimoni
manterranno una severa neutralità verso differenti tipi
di regni terreni. Questa conseguenza porta a rifiutare di votare
nelle elezioni, e a entrare in combattimenti armati a nome di
qualche nazione. Per i Testimoni il reclutamento per partecipare
alla guerra non è semplice dato che si insinua in un terreno
che involve violenza e la perdita di vite umane; la partecipazione
ai conflitti armati implica anche l’appoggio di particolari
sistemi politici in un mondo che è sotto il dominio di
Satana.
Tutto questo non significa, di certo, che nulla
è dovuto all’autorità civile (“Cesare”).
La Watch Tower Organization farà il possibile per adattarsi
con la legge nella corsa dei suoi affari amministrativi. Ad un
recente “Quickbulid”, era evidente che la Congregazione
aveva fatto di tutto per assicurarsi un posto nel progettare e
costruire secondo i regolamenti, la salute e la sicurezza per
i bisogni della forza lavoro. ( Un “Quickbuild” è
la rapida costruzione di una Sala del Regno, di solito realizzata
in meno di quattro giorni). Come altri corpi religiosi, i Testimoni
tengono conto opportunamente e obbediscono ai processi di revisione.
Gli individui sono incoraggiati ad essere onesti: per esempio,
nel riempire le loro dichiarazioni dei redditi accuratamente e
onestamente. Fanno eccezione casi dove è dichiarata l’interferenza
con la religione, o dove c’è un’illecita interrelazione
fra Chiesa e sistemi politici a cui il Regno di Cristo si prostituisce.
Quando la principale religione è una “religione
falsa” essa non può servire come guida per il cammino;
la coscienza è quindi una guida più affidabile per
il giusto e lo sbagliato che le chiese dei Credo principali. Russell
sosteneva che “la dottrina soffoca la coscienza”,
suggerendo che la Chiesa poteva imporre i propri punti di vista
ad un più alto grado in un verdetto individuale, su cosa
dovesse essere creduto e praticato. Restano quindi tre potenziali
tipi di autorità per i Testimoni: la Coscienza, la Bibbia
e la Watch Tower. La principale dottrina dei Testimoni di Geova
insegna a minimizzare la dipendenza dalla coscienza individuale,
a guardare alle Scritture e, particolarmente, alla Watch Tower
Organization, come veri arbitri delle questioni morali e della
dottrina.
Se la coscienza fosse una guida sufficiente non
si dovrebbe necessitare delle Sacre Scritture. La maggioranza
della gente è quasi senza coscienza; essi sono ciechi verso
le principali leggi che Dio da come guida della coscienza.
Chi segue questi due comandamenti di Geova, qua
ripetuti dal Signore Gesù, seguirà il giusto corso,
che guadagnerà per lui l’approvazione dell’Altissimo.
Fare ciò che l’uomo ritiene giusto e non può
essere dettato semplicemente dalla coscienza. Se la sua coscienza
lo condanna, questa è la prova che lui sbaglia, ma lui
potrebbe anche fare coscienziosamente quello che è sbagliato;
la coscienza di un uomo non è una guida sicura a meno che
la coscienza sia esattamente in armonia con il mondo di Dio.
La coscienza ha così da essere subordinata
alle Sacre Scritture ma non significa interpretazione individuale
delle Scritture. Sebbene gli studi privati individuali siano ammessi,
le Sacre Scritture sono sistematicamente studiate dalla Watch
Tower Organization. Di conseguenza problemi di coscienza sono
la principale questione su cui i Testimoni di Geova come organizzazione
hanno preso una posizione, come organizzazione invece che come
individui. Collettivamente, i Testimoni di Geova hanno cercato
la libertà di coscienza su problemi dove la legge civile
si intromette su quella divina, e tenta di forzare il popolo di
una Nazione ad agire contrariamente ai comandamenti delle Sacre
Scritture. Il più prominente esempio di situazioni dove
i Testimoni, collettivamente, hanno invocato libertà di
coscienza contro lo Stato sono state la guerra, il saluto alla
bandiera e il diritto di fare proseliti.
La controversia sul saluto alla bandiera col
saluto militare iniziò nel 1935, quando, in risposta alla
questione della Convenzione Annuale, Rutherford confrontò
il saluto degli U.S. col saluto che si offriva in Germania ad
Adolf Hitler. Walter Gobitans era un Testimone che si occupava
di quel convegno, nonostante che ironicamente non fosse presente
quando Rutherford fece quella osservazione; comunque, gli fu riportato
e sua figlia Lilian conseguentemente rifiutò a scuola di
prendere parte all’atteso saluto alla bandiera, al quale
altri bambini si conformarono. Questo condusse ad una battaglia
legale molto lunga, che arrivò alla Corte Suprema, infine
ai Testimoni non fu accordata la libertà di coscienza sulla
faccenda fino al 1942.
Non conta niente che i Testimoni rifiutino il
saluto militare non certo per mancanza di rispetto. Al contrario,
in un articolo di “Svegliatevi!” si racconta di un
fatto riferito a un’insegnante di scuola che chiese ad un
alunno Testimone e a uno non Testimone di sputare su una bandiera
della U.S.: il non Testimone obbedì mentre il Testimone
rifiutò.
La storia illustra la neutralità politica dei Testimoni
piuttosto che l’odio verso le istituzioni umane. La loro
vera preoccupazione sul saluto alla bandiera è che potenzialmente
deifica la bandiera, e i Testimoni spesso confrontano il rituale
con le pretese della autorità Romana, quando i primi Cristiani
dovettero riconoscere alla divinità dell’imperatore.
La seconda controversia implicò la guerra.
In questa discussione la posizione dell’Associazione Internazionale
degli Studenti Biblici non era totalmente contro la guerra. Nonostante
Russell sottolineasse la necessità della pace, e asserisse
una stretta connessione fra i conflitti armati e il peccato, fece
un sermone nel 1913 intitolato “Pace desiderata, Guerra
necessaria”, nel quale sosteneva che molti dei più
grandi successi erano deplorevolmente originati dalla guerra:
“Certo, io non posso chiudere i miei occhi di fronte ai
fatti della storia in cui praticamente ogni benedizione è
venuta al mondo attraverso la guerra, al costo di crudeli spargimenti
di sangue”. Egli citò specificatamente l’indipendenza
americana.
Russell, ad ogni modo, sembra più interessato a quello
che la guerra imminente significava che ai problemi di coscienza
riguardo alla partecipazione. Scrivendo in anticipo sul più
alto significato della data del 1914, lui vide che la guerra stava
venendo come all’inizio della Battaglia Finale di Armaghedon,
e la associò col segno della fine delle questioni umane.
Per quanto implicasse una posizione morale verso la guerra, Russell
si rese conto che, mentre le guerre erano necessarie per la fine
umana, “i seguaci del Signore, come egli stesso, sono particolari,
separati e distinti dal mondo: una Nuova Creazione. Essi sono
così devoti agli insegnamenti del loro Maestro e così
pieni del suo spirito d’amore per il prossimo e per tutto
il genere umano da dover sopportare e le malignità e le
ingiustizie, piuttosto che farsi ingiurie l’uno con l’
altro. Il nostro Signore stesso era sempre pacificamente disposto
e un pacificatore per gli altri; così devono essere tutti
i suoi seguaci. “Beati siano i pacificatori: saranno chiamati
figli di Dio”.
E’ stato durante il comando di Rutheford
che una più attiva posizione morale venne presa contro
la guerra, col rifiuto di migliaia di Testimoni, sia da parte
della Germania che dell’Inghilterra, di partecipare ai conflitti
armati. La posizione dei Testimoni di Geova sulla guerra viene
comunemente fraintesa. Per essere precisi i Testimoni di Geova
sono pacifisti, sostengono che se Geova comanda loro di combattere
loro lo farebbero. Gli ebrei delle epoche passate combattono guerre
seguendo le istruzioni di Dio, e di certo rimane la grande Battaglia
Finale di Armaghedon da combattere fra Cristo e le sue Potenze,
contro quelle di Satana. I Testimoni di Geova insegnano che le
battaglie narrate nelle Scritture ebree così come quella
della conquista di Gerico, e le divinità sanzionate dalle
manovre militari contro le nazioni circostanti, tentavano di ristabilire
la vera religione cercando di eliminare tracce della religione
di Canaan.
Sotto il nuovo patto portato da Gesù Cristo, comunque,
la gente di Geova non può essere coinvolta in violenze
o conflitti armati; dunque i tipi di religione che sanciscono
forme di violenza sono parti di Babilonia, e stanno in opposizione
a Geova.
Tali asserzioni di libertà di coscienza
sono realizzate a costo personale dei Testimoni di Geova, che
sono risultati notoriamente impopolari e percepiti come mancanti
di patriottismo. Essi hanno subito attacchi personali, pubblici
linciaggi, boicottaggi economici dei loro affari, e , più
in particolare, imprigionamenti e morti nei campi di concentramento
nazisti sotto il terzo Reich.
In questi esempi, la libertà di coscienza
è stata la libertà collettiva che i Testimoni di
Geova hanno voluto asserire per la loro Organizzazione. Ma cosa
dire sulla libertà individuale? Verso cosa estendersi e
in quale circostanze possono i Testimoni prendere decisioni sugli
insegnamenti o su cosa è giusto delle leggi umane, come
una coscienza può decidere cosa è appropriato?
Quando la Watch Tower Organization diviene strutturalmente più
salda, si insegna che la coscienza umana è inaffidabile,
e necessita di essere subordinata ai comandamenti di Dio. Non
si può dire, comunque, che il collettivo accordo di dottrine
morali sia infallibile. Al contrario i Testimoni spesso parlano
di una “luce più grande” che spunta col progredire
del tempo. La Watch Tower Organization può raggiungere
conclusioni su problemi che sono stati precedentemente soggetto
delle coscienze individuali, e perfino acquistare un peso maggiore
come una organizzazione. Il movimento contrario al culto spesso
punta su un’apparente maggiore inconsistenza degli insegnamenti
della Watch Towewr quando nei fatti reali, anche la maggior parte
dei movimenti religiosi è in continuo divenire ed evoluzione
per i propri insegnamenti.
Questi comandamenti sono presentati nella Bibbia.
Ad ogni modo, la comprensione della Bibbia da parte dell’individuo
ha bisogno di una guida, e questo aiuto viene dalla Watch Tower
Organization. E’ solo quando non c’è un chiaro
ordine delle Sacre Scritture e dove non c’è stato
un chiaro regolamento da parte del Corpo Direttivo che i Testimoni
possono decidere per se stessi riguardo il modo migliore di agire.
Particolarmente nella sua passata storia, c’erano
numerosi e variati problemi su cui la Watch Tower Organization
non si era pronunciata precisamente. Gli esempi includono il voto,
portare fuori prestiti ipotecari, coltivare tabacco, possedere
club di giochi d’azzardo e bar, partecipare a circoli letterari,
prendere parte a incontri religiosi dove si fanno collette. Russell
decise fermamente di non fare collette durante i suoi incontri
e di menzionare il pastore Russell nelle pubbliche preghiere.
A un successivo stadio, diversi di questi problemi furono fermamente
risolti dall’Organizzazione dei Testimoni di Geova. Il voto
adesso è proibito, e infatti perfino nell’Organizzazione
dei Testimoni di Geova il solo voto che ha avuto luogo è
quello del Corpo Direttivo. Nel 1973 i Testimoni furono avvisati
che avevano sei mesi per rinunciare a fumare, pena l’esclusione
dal gruppo. Il gioco d’azzardo fu fermamente proibito, e
frequentare le chiese delle correnti principali che di solito
fanno collette può essere un problema che può potenzialmente
portare all’esclusione.
Problemi di coscienza certamente non includono
i tipi di questioni scottanti sulle quali la corrente principale
del protestantesimo permette la divergenza di opinioni, non assumendo
una ferma posizione, come ad es. l’aborto, l’eutanasia
e la pena capitale. ( Aborto ed eutanasia sono, prevedibilmente,
proibite, ma non la pena capitale, che è sanzionata nel
Vecchio Testamento, ma non compare né in Gesù né
nella Chiesa del Nuovo Testamento). Attualmente, i problemi di
coscienza riguardano se prestare servizio di giuria , se partecipare
alla donazione di organi. Problemi meno significanti si riferiscono
alla coscienza individuale, per esempio, se le mogli dei Testimoni
possono liberamente decidere se cucinare o meno un tacchino di
Natale per un marito o una famiglia non credenti.
Ci sono stati casi in cui le decisioni prese
dal Corpo Direttivo sono state revocate, e altri in cui talune
decisioni adottate potrebbero sembrare inconsistenti o difficili
da comprendere. Sulla questione del trapianto di organi, per esempio,
c’è stato un periodo in cui era proibito, presumibilmente
perché implicava l’introduzione del sangue di qualcun
altro dentro il corpo. Comunque, tale proibizione fu abrogata
nel 1980.
A volte i cambiamenti di posizione dell’Organizzazione
possono sembrare sorprendenti.
Raymand Franz, un membro del Corpo Direttivo, dimissionario nel
1981, pose u certo numero di quesiti. Ad esempio uno coinvolgeva
la definizione del tipo di contatto sessuale accattabile nel matrimonio:
una volta i Testimoni proibivano ogni forma di contatto intimo
escludendo quello della copulazione; ora l’Organizzazione
è più inclinata a essere meno prescrittiva.
Un altro, e piuttosto differente esempio, sul quale Franz focalizza
l’attenzione è relativo al Messico, dove il Corpo
Direttivo richiese ad ognuno di intraprendere un anno di servizio
militare. Il completamento di questo servizio consentiva di ottenere
una “Carta d’identità per il servizio militare”,
che era essenziale per conseguire una licenza di guida e un passaporto
ed altri documenti legali. Il passaporto, di sicuro, era particolarmente
importante per i Testimoni che spesso necessitano di lavorare
all’estero, o andare negli Usa per Assemblee Internazionali.
Un modo per ottenere questo tipo di certificato era la corruzione,
eufemisticamente chiamata “pagherò una tassa invece
di”, e si ridivise l’opinione del Corpo Direttivo.
Probabilmente con sorpresa, il Corpo Direttivo decise che questa
“operazione di soldi” o “pagamento di tassa”
era una questione di coscienza ( essi evitarono la parola “comprare”).
La decisione espressa fu per il “pagamento di tassa”
anche perché il servizio militare rendeva il singolo richiamabile
per le armi.
Conclusioni
Riassumendo sui problemi di coscienza, i Testimoni
di Geova tendono ad assumere una posizione collettiva piuttosto
che individuale. Dove lo hanno fatto hanno preso una posizione
molto ferma, spesso ad un grande costo personale. Quando ci sono
problemi di coscienza individuale, questi badano a considerarli
come meno importanti, limitati a dettagliare la vita personale
e certamente non per questioni di dottrina.
Questo perché la coscienza individuale
è vista come inaffidabile, bisognosa di essere subordinata
alla Scrittura e alla Watch Tower Organization. La Watch Tower
Organization, comunque, non è di per sé infallibile,
e i Testimoni fanno frequentemente riferimento a una “nuova
luce”, che significa un nuovo intuito, che è stato
permesso dal Corpo Direttivo col passare del tempo. I casi, comunque,
(l’intimità coniugale e il trapianto d’organi
sono i primi esempi citati), le intuizioni possono essere valide
o meno, e questo può a volte far sembrare che ci siano
esitazioni nel Corpo Direttivo. Questo è comprensibile
in una organizzazione fallibile, ma, da un certo lato i Testimoni
di Geova denotano fortemente che essi offrono “la verità”,
e certamente offrono l’unica Via di Salvezza. Riconciliare
queste due posizioni, credo, sia un problema dei Testimoni che
necessiteranno armonizzare ed indirizzare se vorranno mantenere
una accurata e coerente dottrina dell’Elezione Divina.
DOCUMENTAZIONE: Rapporti Sociali, Libertà
di Coscienza, di Paolo Raffoni
"La nostra sottomissione relativa
alle autorità superiori”
"C’è quindi una
ragione impellente per sottoporvi”. Rm 13, 5
Il 7 gennaio 1940 Franz Reiter e altri cinque giovani austriaci
furono ghigliottinati. Erano Bibelforscher, Testimoni di Geova,
e morirono perché la coscienza no permetteva loro di imbracciare
le armi per il Rech di Hitler. Reiter fu uno dei migliaia di Testimoni
che morirono per la propria fede durante la seconda guerra mondiale.
Ancora di più furono quelli che passarono lunghi anni nei
campi di concentramento. Tutti questi soffrirono forse a motivo
della “spada” delle autorità superiori naziste
perchè avevano ‘fatto il male’? – Rm 13,
4 . Assolutamente no! Le successive parole di Paolo mostrano che
questi cristiani ubbidirono ai comandi di Dio espressi nel capitolo
13 di Romani, anche se soffrirono per mano dell’autorità.
In Romani 13, 5 l’apostolo scrive: “C’è
quindi una ragione impellente per sottoporvi, non solo a motivo
di tale ira, ma anche a motivo della vostra coscienza”. In
precedenza Paolo ha detto che il fatto che l’autorità
porti la “spada” è un buon motivo per esservi
sottomessi. Ora, però, menziona un motivo più importante:
la coscienza. Noi ci sforziamo di servire Dio “con coscienza
pura”. - 2Tm 1, 3 La Bibbia ci dice di essere sottomessi alle
autorità superiori, e noi ubbidiamo perché vogliamo
fare ciò che è giusto agli occhi di Dio. Eb 5, 14
Sì, la nostra coscienza addestrata in base alla Bibbia ci
induce ad ubbidire all’autorità anche quando nessun
essere umano è presente per controllarci. – Ecclesiaste
10, 20
“Per questo anche pagate le
tasse”
Anni fa in Nigeria ci furono dei
disordini legati al pagamento delle tasse. Varie persone persero
la vita, e le autorità mobilitarono l’esercito. I soldati
entrarono in una Sala del Regno in cui era in corso un’adunanza
e vollero sapere lo scopo della riunione. Saputo che si trattava
di un’adunanza di Studio Biblico dei Testimoni di Geova, l’ufficiale
che aveva il comando disse ai soldati di andarsene e spiegò:
“I Testimoni di Geova non sono agitatori in fatto di tasse”.
Quei Testimoni nigeriani avevano la reputazione di mettere in pratica
ciò che disse Paolo: “Poiché per questo anche
pagate le tasse; poiché essi sono pubblici servitori di Dio
che servono costantemente a questo stesso scopo”. - Rm 13,
6 Quando Gesù diede la regola: “Rendete a Cesare le
cose di Cesare”, parlava di pagare le tasse. – Mt 22,21
Le autorità secolari provvedono strade, protezione mediante
le forze di polizia, biblioteche, mezzi di trasporto, scuole, servizio
postale, e molte altre cose. Ci avvaliamo spesso di questi provvedimenti.
E solo giusto che paghiamo questi servizi mediante le tasse.
“Rendete a tutti ciò
che è dovuto”
Paolo continua dicendo: “Rendete
a tutti ciò che è dovuto, a chi chiede la tassa; a
chi chiede il tributo; a chi chiede timore; a chi chiede onore,
tale onore”. Rm 13, 7 La parola “tutti” include
ogni autorità secolare che è un pubblico servitore
di Dio. Non ci sono eccezioni. Anche se viviamo sotto un sistema
politico che personalmente non ci piace, paghiamo ugualmente le
tasse. Se nel nostro paese le organizzazioni religiose godono di
esenzioni fiscali, le congregazioni possono valersi di questo diritto.
E , come tutti i cittadini possono valersi di ogni agevolazione
fiscale prevista dalla legge. Ma il cristiano non deve mai ricorrere
a mezzi illeciti per evadere le tasse. – Mt 5, 41 ; 17, 24-27
Supponiamo, però, che una tassa sembri ingiusta. O che dire
se parte del gettito fiscale viene usata per finanziare cose con
cui non siamo d’accordo, come l’aborto, le banche del
sangue, o programmi che sono in conflitto con la nostra posizione
neutrale? Paghiamo ugualmente tutte le tasse. E’ l’autorità
che si deve assumere la responsabilità per il modo in cui
usa il denaro delle tasse. Non è nostro compito giudicare
l’autorità. Dio è il “Giudice della terra”,
e al tempo da lui stabilito, chiederà conto ai governi di
come hanno usato la loro autorità. - Salmo 94, 2; Geremia
25,31.
Fino a quel momento, noi pagheremo le tasse.
Che dire se l’autorità ci perseguita? Paghiamo ugualmente
le tasse a motivo dei servizi quotidiani che provvede. A proposito
dei Testimoni perseguitati in un paese africano, l’Examiner
di San Francisco osservava: “Potete considerarli cittadini
modello. Pagano con diligenza le tasse, curano i malati, combattono
l’analfabetismo”. Sì, quei Testimoni perseguitati
pagavano le tasse..
“Timore” e “Onore”
Il “timore” di Rm 13,
7 non è un timore codardo, bensì rispetto per l’autorità
secolare, timore di infrangerne la legge. Questo rispetto è
mostrato a motivo della posizione rappresentata, non sempre a motivo
dell’individuo che ricopre l’incarico. La Bibbia, parlando
profeticamente dell’imperatore Tiberio, lo chiama “uno
che sarà disprezzato”. Dn 11, 21 Ma Tiberio era l’imperatore,
e come tale il cristiano gli doveva rendere timore e onore.
Per quanto riguarda l’onore, ubbidiamo al comando di Gesù
di non usare titoli religiosi. - Mt 23, 8-10
Ma nel rivolgerci alle autorità secolari, usiamo volentieri
qualsiasi titolo onorifico sia richiesto. Paolo usò il termine
“eccellentissimo” quando parlò ai governatori
romani. - At 26, 25 Daniele chiamò Nabucodonosor “mio
signore” - Dn 4, 19
Oggi i cristiani possono usare espressioni come “Sua Eccellenza”,
“onorevole”, o “Vostra Maestà”. Se
tale è l’usanza, possono alzarsi in piedi quando un
giudice entra nell’aula di un tribunale, o inchinarsi in segno
di rispetto davanti a un governante.
Sottomissione relativa
Dal momento che i Testimoni di Geova
sono sottomessi alle autorità umane, perché Franz
Reiter e tanti altri hanno sofferto in quel modo? Perché
la nostra sottomissione è relativa, e non sempre l’autorità
ammette che la Bibbia ponga dei limiti a ciò che essa può
pretendere. Se l’autorità pretende qualcosa che va
contro la coscienza cristiana addestrata, oltrepassa il limite che
Dio le ha imposto. Gesù indicò questo fatto quando
disse: “Rendete…a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio
le cose di Dio”. Mt 22, 21 Quando Cesare pretende ciò
che appartiene a Dio, dobbiamo riconoscere che Dio ha la precedenza.
Questa posizione è forse sovversiva o sleale? Niente affatto.
In effetti è l’estensione di un principio riconosciuto
dalla maggior parte delle nazioni civili. Nel XV secolo, un certo
Peter von Hagenbach fu processato per aver instaurato un regime
di terrore nella zona europea sotto la sua giurisdizione. Si difese
dicendo che egli si era limitato a eseguire gli ordini del suo signore,
il duca di Borgogna, ma tale giustificazione non fu accettata. Da
allora, la tesi secondo cui chi commette delle atrocità non
debba esserne considerato responsabile se sta eseguendo gli ordini
di un’autorità superiore è stata avanzata varie
volte; il caso più notevole è quello dei criminali
di guerra nazisti giudicati dal tribunale internazionale di Norimberga.
In genere questa tesi è stata respinta. Nella sentenza, il
tribunale intenzionale decretò: “Gli individui hanno
doveri internazionali che trascendono gli obblighi nazionali di
ubbidienza imposti dal singolo Stato”.
I servitori di Dio hanno sempre riconosciuto che ci sono limiti
alla coscienziosa sottomissione che rendono alle autorità
superiori. In Egitto, nel periodo in cui nacque Mosè, il
faraone comandò a due levatrici ebree di uccidere tutti i
neonati maschi degli ebrei. Le levatrici, però, conservarono
in vita i neonati. Fecero male a disubbidire al faraone? No. Seguirono
la coscienza che Dio aveva dato loro, e Dio le bendisse per questo.
– Es 1, 15-20 Quando Israele era in esilio a Babilonia, Nabucodonosor
ordinò che i suoi funzionari, compresi gli ebrei Sadrac,
Mesac e Abednego, si prostrassero davanti a un immagine che aveva
eretto nella pianura di Dura. I tre ebrei si rifiutarono di farlo.
Fecero male? No, poiché per ubbidire ai re avrebbero dovuto
disubbidire alla legge di Dio. – Es 20, 4, 5 Dn 3, 1-18
“Ubbidire a Dio come governante”
In maniera analoga, quando le autorità
giudaiche ingiunsero a Pietro e Giovanni di non predicare più
riguardo a Gesù, essi risposero: “Se è giusto
dinanzi a Dio ascoltare voi anziché Dio, giudicatelo voi
stessi”. At 4, 19; 5, 29 Non potevano tacere. Un periodico
religioso, The Christian Century, fa notare un’altra posizione
che i primi cristiani assumevano per motivi di coscienza: “I
primi cristiani non prestavano servizio nelle forze armate. Roland
Bainton osserva che, ‘dalla fine del periodo neotestamentario
fino al decennio 170-180 d.C., non c’è alcuna prova
che vi fossero cristiani nell’esercito’ ( Christian
Attitudes Toward War and Peace – Abingdon, 1960, pp. 67-8…Swift
dice che Giustino Martire ‘dà per scontato che i cristiani
si astengano dalle azioni violente”.
Come mai i primi cristiani non prestavano servizio come soldati?
Senza dubbio ciascuno di loro studiava attentamente la Parola e
le leggi di Dio, e prendeva la propria decisione personale in base
alla propria coscienza addestrata secondo la Bibbia. Erano neutrali,
‘non facevano parte del mondo’, e la loro neutralità
impediva loro di prendere posizione nei conflitti di questo mondo
. Gv 17, 16; 18, 36 Inoltre, appartenevano a Dio. Oltre a ciò,
i primi cristiani facevano parte di una fratellanza internazionale
unita dall’amore. La loro coscienza non permetteva loro di
prendere le armi con il rischio di uccidere un altro cristiano.
Gv 13,34, 35; Colossesi 3,14; 1Pt 4,8; 5, 9
Per giunta i cristiani non potevano essere d’accordo con comuni
osservanze religiose, come ad esempio il culto dell’imperatore.
Erano quindi considerati “persone strane e pericolose, e il
resto della colazione istintivamente sospettava di loro”.
(W. A. Smart, Still the Bible Speaks) Sebbene Paolo scrivesse ai
cristiani di ‘rendere timore a chi chiede tale timore’
essi non dimenticarono il timore, o riverenza, che provavano in
maggior misura per Geova. Rm 13, 7; Salmo 86, 11 Gesù stesso
disse: “Non abbiate timore di quelli che uccidono con il corpo
ma non possono uccidre l’anima; temete piuttosto colui che
può distruggere sia l’anima che il corpo nella Geenna”.
Mt 10, 28
Come cristiani, oggi dobbiamo affrontare sfide simili. Non possiamo
partecipare ad alcuna forma moderna di idolatria, sia che si tratti
di compiere atti idolatrici davanti a un’immagine o a un simbolo
o di attribuire la salvezza a una persona o a un’organizzazione.
- Cor 10, 14; 1Gv 5,21
E come i primi cristiani, non possiamo scendere a compromessi per
quanto riguarda la nostra neutralità cristiana. - 2Cor 10,
4
“Mitezza e profondo rispetto”
L’apostolo Pietro parlò
della nostra presa di posizione, motivata dalla coscienza, e disse:
“Se qualcuno, per coscienza verso Dio, sopporta cose dolorose
e soffre ingiustamente, questa cosa è gradita”. –
1Pt 2, 19 Sì, quando un cristiano rimane saldo nonostante
la persecuzione, Dio si compiace di lui, e la sua stessa fede viene
rafforzata e raffinata. - Gc 1, 2-4; 1pt 1, 6, 7: 5, 8-10 Pietro
aggiunse:” Anche se soffriste per amore della giustizia, felici
voi. Comunque, non temete l’oggetto del loro timore, né
siate agitati. Ma santificate il Cristo come Signore nei vostri
cuori, sempre pronti a fare una difesa davanti a chiunque vi chieda
ragione della vostra speranza, ma con mitezza e profondo rispetto”.
1Pt 3, 14, 15 Un consiglio davvero utile!
Quando la persecuzione nasce perché le autorità fraintendono
la posizione dei cristiani o perché i capi religiosi della
cristianità mettono in cattiva luce i Testimoni di Geova
agli occhi delle autorità, può darsi che presentando
i fatti alle autorità si possa migliorare la situazione.
Mostrano mitezza e profondo rispetto, il cristiano non reagisce
fisicamente contro i persecutori. Tuttavia, usa qualsiasi mezzo
legale disponibile per difendere la propria fede. Dopo ciò,
lascia le cose nelle mani di Geova Dio, ci dice per bocca di Paolo:
“Consideriamoci a vicenda per incitarci all’amore e
alle opere eccellenti, non abbandonando la nostra comune adunanza,
come alcuni ne hanno l’abitudine”. - Eb 10, 24, 25 Ma
queste riunioni si possono tenere in maniera prudente. Anche se
i presenti sono pochi, possiamo essere certi che Dio benedice queste
diposizioni. – Mt 18, 20
In maniera analoga, alcune autorità hanno proibito la predicazione
pubblica della buona notizia. I cristiani che vivono in tali paesi
ricordano che, mediante Gesù stesso, l’Autorità
suprema diss: “In tutte le nazioni si deve prima predicare
la buona notizia” - Mc 13,10 Perciò ubbidiscono all’Autorità
suprema ad ogni costo. Dov’era possibile, gli apostoli predicavano
pubblicamente di casa in casa, ma ci sono altri modi per raggiungere
le persone, ad esempio con la testimonianza informale. - Gv 4,7-15;
At 5, 42; 20, 20
Spesso le autorità non interferiscono con l’opera di
predicazione se si usa solamente la Bibbia, e questo evidenzia la
necessità che tutti i Testimoni siano ben addestrati a ragionare
facendo uso delle Scritture. Essendo intrepidi e allo stesso tempo
rispettosi, spesso i cristiani possono trovare il modo di ubbidire
a Geova senza incorrere nelle ire delle autorità superiori.
– Tito 3,1, 2
Tuttavia , a volte, l’autorità perseguita i cristiani
in maniera implacabile. In tal caso, con coscienza pura, possiamo
solo perseverare nel fare ciò che è giusto. Il giovane
Franz Reiter dovette scegliere: o scendere a compromessi rispetto
alla propria fede o morire. Non potendo smettere di adorare Dio,
affrontò coraggiosamente la morte. La notte prima di morire,
Franz scrisse a sua madre:”Sarò giustiziato domani
mattina. Ricevo la forza da Dio, com’è sempre avvenuto
nel caso di tutti i veri cristiani del lontano passato…Se
vi manterrete saldi fino alla morte, ci rivedremo nella sua resurrezione”.
Un giorno tutta l’umanità sarà sotto un’unica
legge, quella di Geova Dio. Fino ad allora, dobbiamo con buona coscienza
osservare la disposizione di Dio e mostrare sottomissione relativa
alle autorità superiori, ubbidendo nello stesso tempo in
ogni cosa al nostro Sovrano Signore, Geova, -Filippesi 4, 5-7
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