Venerd́, 10 settembre 2010 

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Segretariato delle attività Ecumeniche


Segretariato delle Attività Ecumeniche
Via delle Galere 27 II piano
Livorno

Tel. 0586 579433

Presidente: Mirella Raugi



 
 
 Culto, Programmi, Agenda 
 


Programmi: “Riflessione sul sacerdozio ministeriale nelle lettere di S.Paolo”

Incontri:
“La Settimana Ecumenica”: “Io vi lascio la mia pace”.

Al tema della pace si ispira quest’anno la “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, in programma dal 18 al 24 gennaio.L’iniziativa è presentata dai responsabili delle Chiese cristiane presenti in Italia con un messaggio sottoscritto da mons. Chiaretti per i cattolici, il metropolita Gennadios, per gli ortodossi e Gianni Long per i protestanti.

 
 

note:

Le radici del dialogo ecumenico in Italia, risalgono al pontificato di Pio XII, anni precedenti al concilio Vaticano II e caratterizzate da una convivenza carsica con l’ecumenismo ufficiale, già presente in Italia, basato sulla “teologia del ritorno degli eretici e degli scismatici”.

Il dialogo ecumenico segna il cammino di un percorso straordinario per esperienze della comunità cristiana, i cui risultati ancora lasciano intravedere ricchezze e debolezze ma le vicende che lo costituiscono devono essere per lo più ridefinite e contestualizzate perché si possa promuovere una chiara ed esaustiva comprensione delle dinamiche del dialogo tra le Chiese cristiane del XX secolo. La celebrazione del concilio Vaticano II ha fatto sì che si prendesse coscienza dell’importanza della dimensione ecumenica della testimonianza evangelica.

L’azione di alcuni pionieri del dialogo ecumenico in Italia, come Maria Vingiani, fondatrice del SAE, ha preparato una stagione, quella post-conciliare, nella quale assistiamo al confluire di molteplici iniziative di spessore ecumenico che hanno avuto il risultato di sensibilizzare la Chiesa italiana e le comunità cristiane a modelli nuovi, frutto di una rilettura e di una riflessione comune delle tradizioni cristiane alla luce dell’evangelo e dei documenti conciliari.

Il Segreatariato Attività Ecumeniche (SAE) , Movimento Nazionale Intercoffessionale e laico, perl ‘ecumenismo e il dialogo a partire dal dialogo ebraico-cristiano,si costituisce nel 1966 e si associano, a partire dal 1968, alcuni evangelici, dando inizio alla intercoffessionalità di fatto dell’Associazione, che oggi conta molti soci evangelici e ortodossi oltre che cattolici.

I tanti religiosi sacerdoti, pastore e pastori, preti ortodossi, suore e monaci, che hanno manifestato il desiderio di aderire al SAE, hanno costituito il gruppo degli amici del SAE, che ne condivide finalità, metodi e iniziative, non facendo parte però della sua struttura istituzionale, per non travisarne la profonda vocazione laica. Il SAE opera nel pieno rispetto di ogni singola chiesa e della libera coscienza di ogni socio.

I soci del SAE “riconoscono che i doni di Dio sono stati accolti in tradizioni diverse e sono stati espressi attraverso diverse culture e teologie. Considerano queste diversità componibili nell’armonia propria dell’unico Corpo di Cristo (1Cor.12). ritengono che l’unità della Chiesa sia un dono dello Spirito santo e un compito del popolo di Dio, che si attua attraverso rinnovamento di tutti e di ciascuno.
Il SAE è articolato per gruppi locali, una quarantina in tutto il territorio nazionale. Organizza annualmente una Sessione di formazione ecumenica nazionale, di cui vengono pubblicati gli Atti.

Dal 1983 ha promosso la Settimana ecumenica per la pace, ha suggerito la Giornata per la conoscenza dell’ebraismo, che si celebra il 17 gennaio. Nell’ambito del SAE operano, inoltre,

due gruppi di studi misti: ecumenico e per la catechesi comune.
La Sessione estiva del 2003, che si è svolta a Cianciano,ha avuto come tema: “Leggere i Segni dei Tempi- Europa, culture, religioni”.

LE CHIESE A CONFRONTO SUI MINISTERI

Chiuso alla Comunità valdese l’anno del Sae

Fonte: Toscana Oggi, 13 giugno 2004
Autore. Monica Cuzzocrea

Presso la Comunità dei Valdesi si è tenuto l’incontro conclusivo del SAE, che quest’anno aveva come tema il ministero nella Scrittura e nei vari documenti delle Chiese. Quello dei ministeri, all’interno delle Chiese è un tema così arduo che aveva avuto una preparazione specifica con la lettura interconfessionale della Lettera agli Ebrei nell’anno precedente nella quale veniva presentato Gesù sommo sacerdote e vittima. Quest’anno nel proseguo è stato fatto riferimento agli altri scritti neotestamentari. La Chiesa Riformata ritiene il ministero sacerdotale del presbitero non necessario, ma guarda ai molti ministeri e molti sono gli approcci. Questo però non toglie che molti sono i modelli di Chiesa e diversi tra loro. Guardando al servizio, l’attenzione è rivolta alla catechesi, alla predicazione e alla diaconia e ad altre forme che si adeguano alle varie necessità, fermo restando che non è più necessario il sacerdozio in quanto Cristo ha compiuto tutto e la forma, costitutiva di una Chiesa è storica.
Il Diacono Alvaro Manchi ha invece sottolineato come la Chiesa cattolica pur ritenendo la differenza nodale del sacerdozio quale ministero ordinato, se guarda allo sviluppo della Chiesa delle origini, specie I e II secolo d.C., si rileva che non vi erano allora le categorie e le classificazioni come abbiamo attualmente. Gli scritti addirittura, partendo da quello paolino più antico ai Tessalonicesi per arrivare ai Corinti e poi a Giuda, non hanno degli esempi omogenei di istituzionalizzazione dei ministeri e solo in Giuda leggiamo dell’episcopo in modo abbastanza preciso come di colui che cerca di mantenere l’unità e l’armonia all’interno della comunità conservando l’integrità del deposito di quanto era stato trasmesso.
Ecco che abbiamo una Chiesa delle origini che come ha evidenziato il pastore Langeneck nasce polifonica e quando si verificò la frattura con la Riforma questa guardò alla struttura e non al pensiero pur privilegiando la predicazione, mentre la Chiesa cattolica mantiene precipuamente l’aspetto sacramentale.
In queste che sono state delle brevissime sintesi di un percorso, benché arduo e contrastato, le confessioni cristiane hanno potuto guardare alla questione cruciale del ministero ordinato, non con il semplice accento polemico che rimarca le differenze, ma con un confronto che partendo dalla lettura della Scrittura e dell’analisi dei documenti (vedi quelli del Concilio di Trento presentato da don Antonio Marini) fa da sprone a continuare a confrontarsi, approfondendo ulteriormente, perché l’ecumenismo non deve uniformare e appiattire, ma essere una polifonia dove le diversità arricchiscono e portano a convergere all’unico centro che è Cristo.

41°a Sessione di Formazione Ecumenica
Sala Congressi Excelsior – Chianciano Terme (Si)
24-30 luglio 2004

“LA SPERANZA CHE NON DELUDE”
Se tarda attendila perchè presto verrà (Ab 2,3)


 
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