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INTRODUZIONE
Quando osserviamo l’origine
storico-geografica dei nuovi movimenti di matrice protestante, un
fatto balza alla nostra attenzione: fatta eccezione per il metodismo
che è nato in Inghilterra nel ‘700, e per le chiese
battiste che hanno le loro radici nell’Inghilterra rivoluzionaria
del ‘600, quasi tutti gli altri movimenti di massa sono nati
sul suolo americano nel secolo XIX o al massimo agli inizi del XIX.
Che cos’era l’America di quei tempi?
Era una terra di
emigranti. L’emigrazione di massa dell’800 ha una forte
valenza sociologica, religiosa e culturale così come bisogna
tener conto del fatto che nella seconda metà del ‘900
sono arrivati in America 40 milioni di nuovi immigrati, di provenienza
ancora diversa dalle precedenti. Ma la fenomenologia religiosa non
ne è rimasta sensibilmente modificata, fatta eccezione per
l’emergere d’un Islam americano quasi perfettamente
integrato e, in misura numericamente minore, di un buddismo e di
un induismo americani.
Ritornando al periodo storico del XIX secolo, possiamo notare che
tutti i movimenti religiosi americani sono caratterizzati da una
forte tensione escatologica. L’attesa del veniente Regno di
Dio è centrale per gli Avventisti e i Testimoni di Geova,
e lo sarà nei primi decenni del movimento pentecostale: ma
anche i mormoni si chiameranno, per un secolo e mezzo. Chiesa di
Gesù Cristo dei Santi dell’Ultimo Giorno. Alla critica
biblica contro l’ideologia dominante, corrisponde inoltre
una pratica morale opposta al consumismo e al relativismo imperanti:
in quelle chiese non si beve, non si fuma, non si usano droghe,
non si praticano l’aborto, l’adulterio, i rapporti prematrimoniali;
l’omosessualità è considerata un peccato o una
malattia da cui guarire.
Questo atteggiamento è comune anche
ai mormoni, che pure sembrano incarnare il mito del “popolo
eletto”: le visioni di Joseph Smith segnalano una origine
ebraica delle popolazioni americane, in una società in cui
l’Antico Testamento da secoli svolgeva un enorme ruolo spirituale
e culturale; e d’altra parte, la marcia verso lo Utah guidata
da Bringham Young incarna ed esprime insieme le reminescenze dell’Esodo
e l’epopea della conquista del West, che tante tracce ha lasciato
nella coscienza popolare americana.
Un altro punto in cui si sente la forte influenza americana è
l’importanza della filosofia del “common sense”;
non si spiegherebbe altrimenti la difficoltà che hanno alcune
di queste chiese a capire la dottrina della Trinità, molto
legata a categorie di pensiero greco. Molti fondatori di nuove religioni
venivano dalla Nuova Inghilterra puritana. Ma proprio in quella
zona l’antica ortodossia calvinista aveva ormai ceduto il
posto alla mentalità unitariana, vicina degli antitrinitari
italiani del ‘500.
L’influenza della cultura americana si fa sentire in altri
due punti: una certa democraticità e il ruolo delle donne.
Anche chiese notevolmente centralizzate come Mormoni e Testimoni
di Geova sono caratterizzate da una certa autonomia a livello locale
e dall’assenza di un clero professionale: quasi tutta la vita
delle chiese si regge sul volontariato compresa l’enorme attività
missionaria.
Per quanto riguarda il ruolo delle donne ci troviamo di fronte a
situazioni paradossali: da un lato, la tendenza sostanzialmente
“fondamentalista” di queste chiese interpreta le indicazioni
dell’apostolo Paolo, e cioè di una dottrina della sottomissione,
dall’altro alcuni di questi movimenti hanno avuto donne che
hanno svolto un ruolo straordinario:
Mary Baker Eddy è fondatrice
della Christian Science;
Ellen Gould White è fondatrice
della Chiesa Avventista.
Anche nel movimento pentecostale, le donne
hanno svolto e svolgono un ruolo importante, ricordiamo Aimee Semple
Mcpherson che ha fondato una chiesa di dimensioni mondiali.
Chi ha letto i libri di Luisa Alcott, di Henrietta Beecher stowe
o di Elisabeth Cady Satnton conosce il ruolo che le chiese americane
hanno svolto nella battaglia per l’emancipazione delle donne
e degli schiavi: non c’è da stupirsi che queste ondate
di fondo abbiano influenzato anche le nuove forme religiose che
nascevano dagli strati della società americana. Questi movimenti
nati negli Stati Uniti si sono poi diffusi a livello mondiale.
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