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Sabato, 4 settembre 2010 |
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pluralismo religioso > area Ebraica
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| L'EBRAISMO
Per capire la dinamica interna dell’ebraismo moderno
e contemporaneo bisogna avere presente il fondamento peculiare di questa
grande religione: la relazione che essa intrattiene con la Parola rivelata,
contenuta nei libri seguenti e che coincidono rispettivamente con : La sistemazione dei testi sacri è prodotto di
una graduale evoluzione storica, dal V al III secolo a.C., e che ha messo
in rapporto con la definizione di una liturgia rigorosa, fonte, di un
ordine sociale e religioso in grado di regolare la vita individuale e
collettiva. |
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| La definitiva caduta del tempio nel 70 della nostra
era, comporta quel lungo periodo della diaspora; non esiste più
una terra e un apparato istituzionale capace di garantire la trasmissione
delle norme e della prassi liturgica. Non essendoci più il Tempio
e dunque lo spazio liturgico destinato al culto pubblico,lo studio della
Torah prese il posto del culto antico; studiare e commentare la Torah
diventò più importante della celebrazione degli atti liturgici,
come facevano i sacerdoti e i leviti. IL PLURALISMO RELIGIOSO EBRAICO A partire dal XVII secolo origina in Europa orientale
una corrente di pensiero: qara’in- coloro che leggono- in opposizione
alla tradizione rabbinica sul primato assoluto conferito alla Torah
scritta contro, dunque, l’importanza della Torah orale, così
come i rabbini la intendevano. Il ritorno alla “sola scriptura”
si accompagnava ad un’etica rigorista che accentuava tutti gli
aspetti di purezza del messaggio biblico. Verso la fine del settecento, in Europa orientale,
sorge il “chassidismo”,il movimento dei “pii”.
Si tratta di un movimento che si organizza attorno alla figura di un
leader carismatico, zaddiq, riconosciuto dalla comunità dei seguaci. In Europa occidentale, le comunità ebraiche,
sotto il confronto con la filosofia dei Lumi, assorbono motivi e atteggiamenti
culturali che hanno una portata significativa nella formazione di una
nuova corrente di pensiero che va sotto il nome di riformismo illuministico
ebraico. A fronte di questa tendenza si forma per contrasto un cartello di movimenti, denominato giudaismo ortodosso, che si preoccuperà di aprire numerosi seminari per reclutare e formare rabbini in grado, dopo la formazione. Di ripristinare l’integralità del pensiero classico ortodosso. In Europa dal ceppo dell’ebraismo illuminista
si stacca una corrente laica radicale e critica ad ogni forma di religiosità.
Un ebraismo secolarizzato, che tende ad assimilarsi agli stili di vita
e al pensiero occidentale. Il sionismo raccoglierà parte di queste
idee. Il sionismo si presenta come un movimento messianico laico, d’ebrei
che desiderano ritornare in terra d’Israele, senza particolari
accentuazioni religiose. E’ un movimento socialista e laico, che
secolarizza la tensione escatologica propria della tradizione religiosa,
trasformandola in un’ideologia politica adeguata ad ottenere l’obiettivo
della formazione di un “focolare” per gli ebrei. La nascita dello Stato d’Israele segna una svolta
di significativa importanza: politica, religiosa e spirituale. La pluralità
delle correnti religiose prolunga la discussione teologica che si è
aperta fra gli ebrei sul significato della Shoà. In Italia a Roma c’è la sede della Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane. Le comunità italiane,
pur definendosi ortodosse-all’interno della tripartizione di origine
statunitense, che distingue fra ebraismo ortodosso, conservative e riformato-
lo sono in realtà in minima parte, pur delineandosi un generale
ritorno verso il recupero della piena ortodossia religiosa. Nell’ordinamento
italiano le comunità sono dotate di soggettività giuridica
in qualità di enti di culto sin dal 1930. La legge del 20 dicembre
1996 regola i rapporti tra Stato e UCEI in materia di assistenza spirituale
nelle case di riposo, negli ospedali, nei penitenziari, istruzione religiosa;
riconoscimento civile del matrimonio religioso; ripartizione della quota
dell’otto per mille del gettito IRPEF. Inoltre si aggiungono norme
attinenti all’identità propria dell’ebraismo: il
diritto al riposo sabbatico, il riconoscimento delle festività
religiose ebraiche.
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