Sabato, 4 settembre 2010 

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Movimento Pentecostale

L’ universo pentecostale raccoglie 350 milioni di cristiani nei cinque continenti, è stimato per 1/5 del totale degli appartenenti al credo cristiano. Le origini risalgono già a fine Ottocento nelle chiese Holiness, derivate dalla grande famiglia metodista. Azusa Street è epicentro di un revivval di massa, dove si “parla in lingue”, si operano guarigioni, si cambiano delle vite: il tutto, in un clima di tensione escatologica fortissima: il Regno di Dio è vicino, c’è l’urgenza di portare l’annuncio della buona notizia a tutti e ovunque.
Entrano nell’universo pentecostale grandi chiese Holiness, quali la church of God in Christ o la Church of God. Un movimento centripeto a cui fa luogo anche un movimento centrifugo: da Azusa Street cominciano a partire missionari diretti in tutte le parti del mondo. Nell’arco di pochi anni il movimento è presente in cinquanta nazioni, compresa l’Italia. Paradossalmente, proprio una certa litigiosità dei “risvegliati” ne favorisce la diffusione: i pentecostali si moltiplicano proprio perché si dividono.

Per un certo periodo, il movimento pentecostale è assimilato alla chiesa dei poveri, diffuso nelle grandi metropoli e nel terzo mondo.
Oggi i pentecostali e con loro gli altri evangelicals sono in assoluto il movimento religioso che permea più rapidamente in tutto il mondo: più delle “chiese storiche” protestanti e cattoliche, più dei musulmani che pure vivono una fase di crescita esponenziale.

In Italia il movimento si radica fin dal 1907 in seno ad una comunità valdese e ripercorre a ritroso le vie dell’emigrazione: dal sud e dalle classi più oppresse e via via in tutte le regioni d’Italia.
Nel periodo fascista il regime ne ha denunciato l’individualismo e li ha perseguitati ricorrendo al mito della difesa della razza.

Il pentecostalismo italiano raccoglie circa 200.000 persone e si divide in due tronchi principali: da un lato la chiesa dell’Assemblea di Dio, fortemente organizzata in tutto il Paese; dall’altro i gruppi indipendenti, tra cui i più noti sono le Congregazioni Cristiane Pentecostali, la Chiesa Evangelica Internazionale, la Chiesa della Riconciliazione,nota per le sue aperture verso i carismatici cattolici, le Chiese della Valle del Sele e, in posizione indipendente, la Chiesa Apostolica di origine britannica.

Osservando il fenomeno possiamo constatare che siamo di fronte a chiese vere e proprie, verosilmente destinate a durare e incidere sulla vita italiana. Si pongono come interpreti di quella pietas cristiana che è il segreto delle nostre vite individuali di credenti e della durata delle nostre chiese. Si fonda su una grande certezza: la presenza della Spirito, la tanto trascurata “terza persona” della Trinità.
Non a caso l’accordo siglato a Monteforte (AV) nell’anno 2000 tra Chiesa Evangelica valdese e un gruppo di chiese pentecostali indipendenti ha una base chiaramente trinitaria; la stessa impostazione trinitaria la riscontriamo nelle dichiarazioni e nella predicazione delle Assemblee di Dio.

I pentecostali sono fortemente biblistici e vengono spesso assimilati ai fondamentalisti: tecnicamente lo sono ma non si identificano nei cosiddetti neo-fondamentalisti che troviamo sulla scena religiosa e politica di matrice americana.

 
     
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